martedì 20 ottobre 2015

CIBO E AMORE



Il reale funzionamento delle sostanze afrodisiache presenti negli alimenti non è ancora del tutto chiaro, ma sembra proprio che aggiungere con regolarità un pizzico di peperoncino o di zafferano ai nostri piatti possa garantire gli effetti sperati.

Si suole distinguere, oggi come in passato, tra sostanze afrodisiache - o afrodisiaci - e cibi dalle virtù afrodisiache: le prime sono prese in considerazione dalla farmacologia o dallo studio dei miti; i secondi vengono in conto nei campi della dietetica e della gastronomia.

Una vera e propria cucina (e non soltanto una dieta) afrodisiaca nasce nella seconda metà del XVII secolo, quando si comincia a dar peso, oltre che alle materie prime, alle preparazioni. Mentre l'inventario degli alimenti afrodisiaci si arricchisce di inediti cibi esotici (dai nidi di rondine alle pinne di pescecane) e si afferma la moda di profumare vini e piatti con ambra, muschio e zibetto, gli affaticati e gli insensibili affidano le loro speranze, piuttosto che a singoli alimenti, a un'esasperata alchimia di sapori e aromi. È soprattutto in Francia, nell'età delle «favorite», che si stabiliscono e si affinano le regole della cuisine d'amour. Attribuite alle più celebrate amanti dei sovrani francesi (ma in realtà elaborate, in tempi diversi, nelle cucine regali), sopravvivono numerose ricette che ne immortalano il nome: dalle «Costolette alla Maintenon» ai «Filetti di sogliola alla Pompadour», alla «Suprème di sogliola alla d'Estrée», ai vari piatti intitolati alla contessa du Barry, favorita di Luigi XV.

La cuisine d'amour - che accredita la Francia come la patria d'elezione di entrambe le «discipline» - è rinverdita e rilanciata prima da Anthelme Brillat-Savarin e, più in là, dal sedicente Sire de Baudricourt, il cui fantasioso e fortunato trattatello diverrà il modello di tutti i successivi manuali di cucina afrodisiaca. Tra questi andranno almeno ricordati La cucina dell'amore del catanese Omero Rompini (1926), documento garbato, saporoso e un po' patetico della stagione del tabarin, e Venere in cucina di Pilaff Bey, pseudonimo dello scrittore inglese Norman Douglas, un ricettario secco e alquanto riciclatorio compilato in Italia, per uso personale, tra il 1902 e il 1936 e pubblicato nel 1951 con la prefazione di Graham Greene.

I più recenti ricettari di cucina afrodisiaca sono le Ricette immorali dello scrittore spagnolo Manuel Vazquez Montalban: un ricettario eclettico infarcito di divagazioni divertenti, sdrammatizzanti e un po' surreali, e Afrodita di Isabel Allende, una chiacchierata alla buona sulla cucina, il sesso e i loro eventuali rapporti, inframmezzata da citazioni storico-letterarie, ricordi personali, consigli di buon senso e fantasie cautamente perverse.

È convinzione antica e radicata che gli alimenti influiscano positivamente o negativamente sugli stimoli e sulle prestazioni sessuali. «Sine Bacco et Cerere frigescit Venus», sentenziavano i romani. San Girolamo, seppure per opposte preoccupazioni, era della stessa opinione: «All'avidità di cibo si accompagna sempre la lascivia». Come il satollarsi «scaccia la castità» - aggiungeva sant'Ambrogio - così «la fame è amica delle verginità e nemica della lussuria». Nei monasteri medievali il consumo della carne era severamente interdetto, al punto che chi la toccava (di norma i vecchi e i malati) veniva isolato e sottoposto a sanzioni; nelle abbazie più rigoriste si arrivava a negargli la confessione e la comunione: ciò perché si riteneva che la carne, e soprattutto quella di quadrupede, attentasse alla continenza.



Le liste di proscrizione degli ordini monastici, incrociate con le raccolte di rimedi e «segreti» per i debilitati e i frigidi (il ricettario di Caterina Sforza, per esempio), ci consentono di redigere il catalogo degli alimenti considerati afrodisiaci - perché rinvigorenti o perché eccitanti - nel Medioevo come anche in età rinascimentale e barocca. Erano ritenuti risuscitatori della carne tutti i cibi «caldi», «ventosi» e «duri da digerire»: tra i vegetali, i ceci, le fave, le cipolle, i porri, i cavoli, le melanzane, le castagne, i pinoli, le mandorle, i fichi secchi, le spezie in genere e soprattutto i tartufi, che - a detta del medico Baldassarre Pisanelli - «aumentano lo sperma e l'appetito del coito»; tra i pesci e affini, le ostriche, i granchi di fiume e le uova di tutti i pesci; tra i grassi, il burro. Particolarmente efficace era giudicato il cervello di qualsiasi animale, e la carne dei piccioni e degli sfrenati passeri, capaci - secondo Aristotele - di «coire» ottantatré volte nel giro d'un'ora; erano reputati autentici toccasana, infine (e s'intende perché), i testicoli di toro e d'agnello, da cui in effetti specie se mangiati crudi è possibile assorbire una certa quantità di testosterone, i «granelli» di gallo e il membro del cervo.

Un cenno meritano anche il frumento e il mais, o meglio ancora la polenta, di cui solo recentemente sono state ipotizzate potenziali qualità afrodisiache. Il tegumento esterno del chicco di frumento (ciò che finisce in crusca, in altre parole) contiene infatti l'aleurone, una sostanza che ha appunto effetti «potenzianti» sull'uomo. Che siano dovute alla crusca che «respirano» le non comuni capacità amatorie attribuite ai mugnai? D'altra parte anche su chi mugnaio non è pare che l'effetto sia assicurato, visto che ancora oggi a Saint-Cast-le-Guildo (dipartimento Côtes-d'Armor, Francia) si parla del «mulino d'Anna» e del duca d'Aiguillon 1720, Francia - 1788, Francia, che nel 1758, durante la Guerra dei sette anni (1756-1763), proprio in quel mulino si coprì più di farina che di gloria.

Riguardo al mais, il suo effetto afrodisiaco sarebbe dovuto alla mancanza, in questo alimento (più unico che raro, sotto questo aspetto), del triptofano, una sostanza da cui viene sintetizzata la serotonina, che è un inibitore.

Proprietà stimolanti, legate probabilmente al loro effetto blandamente irritante sulle vie urinarie e sull'intestino, sono ancora riconnesse a molte spezie, tra cui il pepe e la noce moscata; così come all'uso gastronomico del cacao e del ginseng per i relativi effetti tonici o eccitanti.

Non vanno dimenticati infine i «pousse l'amour», cocktail per così dire alimentari, ottenuti versando in un bicchiere da sherry un tuorlo d'uovo e, senza mescolarli, ma facendo in modo che risultino stratificati, liquori (freddi, ma non ghiacciati) dai colori diversi (ad esempio, nell'ordine, 1/3 di maraschino, un tuorlo d'uovo, 1/3 di Bénédictine e 1/3 di cognac).

La maca, conosciuta anche come ginseng peruviano, è una pianta dalle note proprietà energizzanti e afrodisiache. Stimola la fertilità e viene utilizzata nel trattamento di disfunzioni o disturbi legati all'apparato sessuale maschile e femminile. Impotenza maschile e calo della libido sono alcuni dei principali campi di applicazione. Migliora la qualità e la mobilità degli spermatozoi e contribuisce a risolvere i problemi ormonali legati al ciclo mestruale.



Lo zenzero è un tonico ricostituente, adatto non soltanto contro l'affaticamento e l'astenia, ma anche in caso di impotenza. Le virtù afrodisiache attribuire allo zenzero riguardano soprattutto la sua capacità di stimolare la circolazione e di garantire un maggior afflusso di sangue verso gli organi sessuali. Il merito è di sostanze come il gingerolo e il zingiberene. In Cina viene considerato un vero e proprio viagra naturale.

Il peperoncino viene immediatamente associato al desiderio e alla passione. Agisce come vasodilatatore e migliora la circolazione. Innalza la temperatura corporea e tonifica le pareti delle arterie. Il potere afrodisiaco sarebbe garantito dal suo contenuto di capsaicina, la sostanza grazie a cui il peperoncino assume il caratteristico sapore piccante.

Sapevate che anche le mandorle sono un alimento afrodisiaco? Il merito è del loro contenuto di vitamina E, che agisce direttamente sul desiderio sessuale. Secondo la medicina naturale, le mandorle sono in grado di stimolare la fertilità e di incrementare la passione, soprattutto nelle donne.

Se le mandorle sono considerate un afrodisiaco femminile, gli asparagi rappresentano l'alimento perfetto per stimolare il desiderio maschile. Sono ricchi di potassio, di vitamine del gruppo B e di sostanze che favoriscono la produzione degli ormoni sessuali maschili e la virilità.

Le banane sono ricche di potassio e di vitamina B6, due componenti fondamentali per la formazione del testosterone. Sono dunque considerate il perfetto afrodisiaco maschile, oltre che una cura naturale contro l'impotenza e l'infertilità. Contengono, inoltre, particolari enzimi che aiutano ad incrementare la libido.

Le proprietà afrodisiache del tartufo sono note fin dall'antichità. Non esisterebbero, al momento, prove scientifiche della loro efficacia, ma soltanto ipotesi. E' possibile che il potere stimolante dei tartufi sia dovuto al loro contenuto di androsterone, una sostanza presente negli ormoni dei maiali maschi, che sarebbe in grado di attirare le scrofe. Per analogia con il mondo animale, si è ipotizzato che i tartufi siano afrodisiaci anche per l'uomo.

Il ginseng è un rimedio naturale noto in tutto il mondo, non soltanto come alimento tonico e stimolante, ma anche per le sue proprietà afrodisiache. Stimola la circolazione e migliora l'afflusso sanguigno verso gli organi sessuali. Il suo impiego come viagra naturale è diffuso in Oriente fin dall'antichità.

Tra i cibi afrodisiaci viene spesso citato il cioccolato, soprattutto se extra fondente e con fave di cacao. Il merito sarebbe proprio del cacao e del suo elevato contenuto di bioflavonoidi. Si tratta di sostanze in grado di dilatare le arterie e di favorire e la circolazione. Secondo una ricerca condotta in California, assumere 50 grammi di cacao al giorno migliora la circolazione sanguigna del 10%.

Per migliorare le prestazioni sessuali maschili potrebbe bastare un pizzico di zafferano, da assumere con regolarità. L'efficacia delle sostanze afrodisiache contenute nello zafferano non è ancora stata del tutto confermata. Non mancano però alcune certezze. Lo zafferano stimola la circolazione e risveglia i sensi.

Indubbiamente sono tra i cibi più sensuali da mangiare: una spruzzata di limone e poi basta avvicinare le labbra alla conchiglia e far dolcemente scivolare l’ostrica in bocca. Questo rituale renderà la cena davvero molto sensuale, ad aiutare ci pensa poi anche l’alto tasso di zinco presente nelle ostriche: il suo effetto? Aumentare la libido!

Le fragole non possono mancare in una cena romantica: perfette con il cioccolato, provatele ad accompagnare ad un calice di champagne e scoprirete tutta la loro dolcezza e tutti i loro poteri afrodisiaci!

Considerato un potentissimo afrodisiaco in molti Paesi del mondo, l’avocado non mancava mai dal menu di Re Luigi XV il quale viene ricordato anche per la sua fama di seduttore. Un solo pezzo di avocado è in grado di fornire l’energia necessaria per affrontare una lunga notte d’amore senza appesantire.








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