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sabato 25 giugno 2016

I WURSTEL



Il würstel è una specie di insaccato preparato con carni tritate bovine e suine, tipico della Germania e dell'Austria e, in Italia, del Trentino e dell'Alto Adige.

Da alcuni anni sono commercializzati anche würstel prodotti con carne di pollo e di tacchino, pubblicizzati come prodotti più leggeri rispetto a quelli di suino e molto apprezzati dal mercato mediorientale (o dagli immigrati musulmani all'estero).

Il würstel più diffuso in Italia corrisponde generalmente al Wiener o Wiener Würstchen (letteralmente "salsicciotto di Vienna" o "viennese") reperibile in Germania. Lo stesso prodotto in Svizzera è chiamato Wienerli e in Austria Frankfurter (Würstel), letteralmente "salsicciotto di Francoforte", sebbene in origine i due tipi (Wiener e Frankfurter) non fossero identici: il primo conteneva sia carne suina che bovina, era più corto e veniva servito appaiato a un altro, il secondo conteneva solo carne suina, era più lungo e veniva servito da solo. Alcune aziende del settore hanno cominciato a produrre anche in Italia würstel simili a quelli venduti in Germania, commercializzandoli come "würstel tipici".

Solitamente i würstel sono venduti caldi lungo le strade e le vie dei centri storici in caratteristiche bancarelle o carrettini, assieme a un panino e salse a scelta (senape, ketchup, maionese, o salsa al curry). Gli statunitensi chiamano questo panino hot dog (letteralmente, "cane caldo"), sebbene chiamino i würstel wiener o frankfurter (entrambe le definizioni indicano lo stesso prodotto di carne suina) il termine hot dog per estensione può riferirsi anche alla singola salsiccia.

Nel consumo casalingo è comune cuocerli su una piastra o sulla griglia o bolliti e servirli accompagnati da patatine fritte o insalata.

La carne è sottoposta a una minuta macinazione insieme a grasso di maiale, aromi, additivi e a un'alta percentuale di acqua (o ghiaccio), insaccata e quindi cotta in forni a vapore.

Come involucro è utilizzato budello naturale o artificiale, ai würstel "senza pelle", cioè privi di involucro, il budello viene tolto prima di essere confezionati in lattine metalliche insieme a un liquido di governo simile a gelatina, gli altri sono confezionati sottovuoto in un involucro costituito da una pellicola di plastica. Solitamente vengono venduti in confezioni da tre pezzi. Sono diffusi sia il formato grande sia un formato più piccolo, venduto in pezzi da quattro. Alcune aziende producono anche mini-würstel della lunghezza di 3-4 centimetri, utilizzati ad esempio per preparare spiedini o come antipasto. Ne esistono anche ripieni di formaggio.

Da una ricerca è risultato che di norma i wurstel di pollo confezionati contengono carne separate meccanicamente dalle carcasse di pollo e tacchino che vengono "spremute" per ottenere ingredienti che vanno a finire direttamente nei wurstel che molti consumatori portano sulle proprie tavole e servono senza problemi anche ai bambini, senza sapere della presenza di parti di scarto e ingredienti meno "nobili", pagati comunque profumatamente. Molte persone, purtroppo, si fidano ciecamente delle aziende e delle pubblicità, senza indagare le origini degli ingredienti di ciò che mangiano.

Sulle confezioni dei wurstel di pollo la carne sperata meccanicamente viene indicata come CSM. Una volta svelato il significato di questa sigla, diventa semplice riconoscerla in etichetta.
Tutti questi prodotti contengono carne separata meccanicamente di pollo e/o di tacchino tra gli ingredienti. Una caratteristica che potrebbe trasformarli in alimenti di qualità molto più scarsa rispetto a quanto le aziende vorrebbero far credere ai consumatori.



Tra l'altro non di rado i wurstel di pollo sono stati presentati come l'alternativa light e più salutare ai wurstel di suino. In realtà questi ultimi potrebbero contenere quantità di CSM inferiore, dato che le ossa di suino non verrebbero "spremute" per ottenere gli scarti da trasformare in "proteine nobili".
Le aziende usano la CSM perché la carne separata meccanicamente è conveniente e costa meno quindi questo stratagemma incrementa i loro guadagni.

Fermo restando che (tradizionalmente) il würstel non dovrebbe contenere frattaglie o scarti di lavorazione, anche il metodo attraverso il quale vengono lavorati assume un ruolo fondamentale.
Seppur il contenuto di frattaglie e scarti di lavorazione contribuisca a determinare la qualità del würstel in commercio, in Italia, un salsicciotto di maiale risulterà sempre migliore di uno di pollo e/o tacchino. Questa affermazione è giustificabile dal fatto che, mentre un würstel ottenuto dalla macinazione di grossi animali solitamente non sfrutta la tecnica meccanica di separazione della carne, un prodotto derivante da carni avicole (pollo e tacchino) si avvale (spesso e volentieri) di tale strategia.

La separazione meccanica della carne per produrre würstel di pollo e/o tacchino prevede:
L'utilizzo di carcasse di pollo e/o tacchino private di: pelle, zampe, collo, ali, cosce e petto.
L'impiego di presse che sbriciolano, macinano e setacciano le carcasse, separando "alla meno peggio" le ossa dalla carne che assume la consistenza ed il colore di una purea rosa.
A questo punto, la carne separata meccanicamente (che va' a costituire fino al 90% del prodotto finito) viene corretta con additivi (conservanti, addensanti, polifosfati ecc.), regolata di sapore, insaccata, immersa in acqua aromatizzata e speziata, ed infine confezionata.

Non esiste una frequenza di consumo consigliata per il würstel, in particolar modo se ottenuto mediante separazione meccanica della carne. Si tratta di alimenti eccessivamente grassi e ricchi di colesterolo (molecole pro-aterogeniche), nonché carichi in sodio (Na - responsabile dell'aumento del rischio di ipertensione arteriosa) e fosforo (P - responsabile della riduzione di assorbimento di ferro e calcio nell'intestino).
La qualità dei lipidi differisce leggermente tra i würstel di maiale e quelli di pollo e/o tacchino ma, a conti fatti, si tratta comunque di carne grassa ed insaccata. L'apporto di calcio è maggiore rispetto agli altri prodotti carnei (grazie alla macinatura delle ossa animali) ma quello di ferro rientra nella media; anche l'apporto di niacina è ragguardevole, ma lo stesso non si può dire rispetto a quello di tiamina, riboflavina e retinolo.


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martedì 22 settembre 2015

Noi Mangiamo il POLLO ma Lui Cosa Mangia?



Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, sono oramai solo di un paio di razze ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate nei segreti laboratori di genetica applicata, selezionate esclusivamente per l'ingrassaggio. Il risultato di queste selezioni è una vera macchina biologica ad elevatissimo "indice di conversione": un broiler mangia un chilo e mezzo di mangime e ne "produce" uno di carne.
Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha neanche il tempo per diventare pazzo).
Questi polli denominati "galletti" quando arrivano a "maturazione" pesano vivi in media sui 2,3 chili e preparati a busto circa 1,2.
Per avere queste rese così elevate e cicli biologici così accelerati servono allevamenti e mangimi adatti.

Si chiama allevamento industriale  integrato, le cui principali fasi sono: produzione della gallina ovaiola, incubatoi delle uova, produzione dei pulcini,, macelli, industria di lavorazione, logistica e commercializzazione.
 
L’allevamento viene svolto in grandi capannoni dove possono stare decine di migliaia di volatili: con una densità di 10-15 per metro quadro, cioè sino a 30 chili di “carne” a mq. (I regolamenti dell’Unione Europea per gli allevamenti biologici stabiliscono invece  in tre polli per metro quadrato la densità massima ammissibile).
Beccano tutto ciò che ha colore paglierino, giorno e notte, grazie all’illuminazione artificiale.
Le temperature sono sempre elevate (anche a causa della luce e delle deiezioni, che vengono raccolte con una ruspa per la produzione della pollina, sottoprodotto usato come concime agricolo o combustibile (e fino a 10 anni fa come mangime per bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche sono terribili. Gli animali vivono dal primo all’ultimo giorno della loro breve vita calpestando e dormendo sulle loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo all’ultimo giorno di vita con gli antibiotici contenuti nei mangimi.
Ma per i virus – come si sa – non ci sono farmaci. Da qui l’uso di vaccini che, come è noto, creano anticorpi che contrastano le  manifestazioni patologiche del virus, ma impediscono l’eradicazione dello stesso, consentendo che animali solo apparentemente sani siano commercializzati, con il rischio che il virus si trasferisca dall’animale all’uomo.
A questo si aggiunge il rumore spaventoso provocato dal pigolare di 50.000 – 100.000 animali spaventati, tenuti in quelle condizioni. L’organismo del pollo, che è pur sempre un animale diurno, viene messo a dura prova: l’apparato digerente stressato, la sua capacità di resistenza agli agenti patogeni fortemente indebolita.
Nel territorio dove sono inseriti, senza un minimo di criterio di biosicurezza, questi allevamenti sono delle vere e proprie bombe batteriologiche, pericolose e costose per tutta la collettività. Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus trasmissibili agli uomini come salmonelle e influenze; costose, come per il caso dell’ultima peste aviaria,  costata alla sola regione veneta 110 miliardi di lire, e ben 500 allo stato.



In regime naturale, i  polli dovrebbero mangiare solo mais, soia e fibre, trasformando proteine vegetali in proteine nobili. Il tipo broiler, che rappresenta il 99% dei 520 milioni di polli e dei 22 milioni di tacchini che mangiamo ogni anno, mangia invece esclusivamente mangimi industriali, prodotti in larga misura da due o tre aziende.
Le formule di questi mangimi sono top secret; possono in questo modo metterci dentro di tutto e di più. Il mais e la soia, che sono i componenti principali (fino al 60/70%), sono in grandissima parte di importazione e di produzione transgenica, perché costano meno.
Contrariamente alle normative per i bovini, i mangimi per pollame e tacchini possono contenere farine di carne e di pesce, pannelli di olio esausto, grassi di origine animale. La vicenda di due anni fa dei polli belgi alla diossina è dovuta a un “eccesso” di PCB  ma, se si rientra nei limiti tollerati, è legale dare da mangiare ai polli anche oli esausti di motori.
Ma i risultati migliori si ottengono con le proteine animali derivate dalle interiora, dalle teste, dalle zampe e dalle piume ottenute dai loro simili morti in precedenza, oltre alle proteine animali acquistate dove costano meno (farine di sangue e di pesce).
Di queste proteine, ai polli ed ai tacchini ne vengono somministrate una quantità fino al 30% nel tacchino, un po’ meno per il pollo.

Si ottengono dei pulcinotti venduti come galletti o tacchini, con una carne senza gusto né qualità organolettiche, e di dubbia salubrità.
I polli così allevati, se li cucini due minuti di più letteralmente si sbriciolano, e se li lasci raffreddare rilasciano il classico odore di pesce con cui sono stati parzialmente allevati. Oggi la carne di pollo non viene offerta da nessun ristorante degno di questo nome. Viene data solo nelle mense delle fabbriche, delle scuole o per le tavole delle famiglie sotto i mille euro al mese.
Per i tacchini è ancora peggio: la carne è letteralmente immangiabile.
I nostri 7000 veterinari pubblici, come da precise istruzioni, guardano, registrano, e alla fine non possono fare altro."

Entro il 2018 il mercato dei mangimi per pollame genererà ricavi per 252 miliardi di dollari e il mercato dei soli additivi dovrebbe arrivare a 7,8 miliardi di dollari, con un CAGR (Compounded Annual Growth Rate, ovvero tasso di crescita annuale composto) maggiorato rispettivamente del 6,1 e del 6%. Le stime arrivano dal report "Poultry Feed Market by Type (Layers, Broilers, And Turkeys), by Additives, (Antibiotics, Vitamins, Antioxidants, Amino Acids, Feed Enzymes, And Feed Acidifiers) & by Geography - Global Trends & Forecasts To 2018", realizzato da Markets&Markets, società internazionale di ricerche di mercato e di consulenza. Un mercato in fiorente crescita, si legge nel report, grazie all'aumento della richiesta, a livello mondiale, del consumo di proteine di origine animale.

Il report definisce e segmenta il mercato dei mangimi destinati ai polli (da carne e da uova) e ai tacchini ed effettua analisi e proiezioni sui valori e sui volumi di questo mercato, oltre a svolgere uno studio delle tendenze e delle opportunità e a mettere in evidenza i fattori trainanti e di freno per questo settore.

Per allevare il pollame in modo sano è necessario che il mangime che viene somministrato agli animali abbia le giuste quantità di proteine, carboidrati, vitamine e sali minerali. Molto importanti sono però anche gli additivi per mangimi: questi vengono infatti aggiunti alla formula per migliorare l'efficienza della crescita degli uccelli, la loro resistenza alle malattie e per migliorare l'assorbimento dei nutrienti contenuti nei mangimi stessi.

La Food & Drug Administration degli Stati Uniti ha ammesso che nelle fabbriche di allevamento, la carne di pollo venduta, contiene arsenico, una sostanza chimica tossica cancerogena che in alte dosi può essere fatale. Potrebbe sembrare incredibile ma non è una coincidenza. L’arsenico viene aggiunto al mangime dei polli a livello internazionale.
La ricerca sul FDA ha dimostrato che l’arsenico presente nel mangime dei polli finisce nella carne che infine viene  ingerita dagli umani.
Per la maggior parte degli ultimi 60 anni, i consumatori dagli Stati Uniti hanno consumato carne di pollo contaminata da arsenico.
Ma prima della pubblicazione dello studio della FDA, l’industria del pollame ha negato con veemenza che l’arsenico è stato aggiunto al cibo dei polli. Essi affermano che l’arsenico è solamente il prodotto della digestione dei polli stessi ed è rilasciato tranquillamente nelle feci.
Ma non c’è nessuna prova scientifica a base di questa affermazione, rendendo le loro richieste ancora peggiori. Questa storia si è divulgata sempre più rapidamente;  la Roxarsone, produttore di cibo per polli, rapidamente ha ritirato i suoi prodotti dagli scaffali dopo che è stato rilasciato questo studio.
La Roxarsone è subordinata alla Pzifer,chiamata Alpharma LLC.
Quindi la Pzifer, la grande casa farmaceutica, ha messo deliberatamente arsenico cancerogeno nel cibo per polli e quindi nei nostri corpi.








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giovedì 2 aprile 2015

Prodotti in Scadenza Ancora Buoni


Prodotti in scadenza ancora buoni da Mangiare

Sapete quanto tempo possono restare in frigo i vostri alimenti preferiti?
In onore della giornata della 'pulizia del frigo' vi presentiamo un elenco di alimenti che possono essere conservati oltre la data di scadenza. 



PANE
Il pane che comprate al panificio fa la muffa dopo pochi giorni di vita, quello al supermercato, invece, dura molto di più. Questo accade solo perché nel secondo caso sono stati usati conservanti, che possono estendere notevolmente la durata del prodotto.
leggi anche: 
PANE FATTO IN CASA
  RICETTA FACILE E VELOCE DELL’IMPASTO
Preparare la pasta di pane in casa non è mai stato così facile:
 ecco la ricetta base per realizzare pizza, panzerotti, frittelle o fragranti pagnotte.



FORMAGGIO
Quando si tratta di formaggi, non tutti sono uguali. Gli esperti dicono che i formaggi a pasta dura (grana & co) possono letteralmente durare per anni, mentre i formaggi molli (come la ricotta) sono da buttare molto prima. La differenza è nella quantità di umidità che sta nel formaggio - quelli con più umidità ammuffiscono molto più velocemente. 


LATTE
Per quanto riguarda il latte ci sono due scuole di pensiero: controllare la data di scadenza e annusare. Se il latte odora di acido allora potrebbe rovinare il vostro caffè. La buona notizia è che non c'è differenza nei tempi di conservazione tra latte biologico e non, quello che influisce sulla conservabilità è in realtà la quantità di prodotto. 






UOVA
Per conservare le uova al meglio bisogna tenerle al fresco, possibilmente nel cartone in cui sono state acquistate. Ovviamente fate riferimento al timbro specifico per conoscere la data di scadenza. 



SALUMI
Se acquistate salumi freschi al banco salumeria, fate in modo di consumarli nell'arco di 3-5 giorni. Le confezioni di prosciutto, salame o tacchino preimbustate, possono durare molto di più, a causa dei conservanti. Ma una volta aperte hanno vita breve.



MAIONESE
La maionese è preparata con uova crude, e questo significa che non ha durata infinita. Tuttavia la presenza di olio, e soprattutto di conservanti, aiuta a mantenere la vostra salsa preferita per più tempo. Il metodo migliore per capire se il prodotto che avete in frigo è da buttare anche dopo la data di scadenza, è odorarlo. Se sa di acido buttate la confezione del cassonetto.



LATTUGA
La vita media di una lattuga è di circa 2 settimane, ovviamente dipende molto da come viene conservata. Se comprate la lattuga in sacchetto, una volta aperta la confezione il contenuto va consumato entro pochi giorni. Se preferite un'isalata intera ricordatevi che tagliando il cespo superiore questa durerà più a lungo.



CARNE E POLLO
Come regola generale, sappiate che la carne fresca va congelata entro pochi giorni dall'acquisto. La buona notizia è che una volta messa in freezer, può essere consumata nell'arco di un anno.

LEGGI ANCHE

PULIRE IL FRIGORIFERO





PULIRE IL FRIGORIFERO CON PRODOTTI NATURALI

 rimedi naturali per pulire il frigorifero senza usare sostanze chimiche. 

 rimedi fai da te avrete una frigorifero pulito e senza muffa!

Dalla pulizia esterna a quella interna degli scaffali del frigo, ecco qualche idea semplice ed efficace che proteggerà il vostro frigo dalla muffa e dai cattivi odori
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venerdì 6 luglio 2012

INSALATA DI POLLO




INSALATA DI POLLO
Ingredienti
Carote: 2
Peperoni: 150 gr
Cetrioli: 60 gr
Groviera: 100 gr
Olive: 60 gr
Pollo: 600 gr
Sedano: 2 ciuffi
Senape: 2 cucchiaini
Maionese: 4 cucchiai
Sale: q.b.
Pepe: q.b.

Ecco le istruzioni.
Prendete i filetti di pollo e batteteli con un pesta carne. Metteteli a grigliare su di una bistecchiera ben calda per circa 2 minuti per parte, poi poneteli in un piatto e lasciateli raffreddare. Una volta freddi tagliateli alla julienne. Tagliate a rondelle sottili le olive denocciolate e tagliate a dadini i gambi di sedano, i cetriolini.
Fate la stessa cosa con i peperoni, le carote e il groviera. Preparate una salsa ponendo in una ciotola la maionese, il sale, il pepe macinato. Versate l’aceto e la senape e infine versate a filo l’olio extra vergine d’oliva e amalgamate bene gli ingredienti emulsionandoli con una forchetta fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.
Ponete i bastoncini di pollo in un contenitore e unite a mano a mano tutti gli ingredienti; in ultimo conditeli con l’emulsione ottenuta. Mischiate delicatamente il tutto, chiudete il contenitore con un coperchio e ponete l’insalata di pollo in frigorifero per almeno un’ora, meglio due.


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martedì 5 giugno 2012

Wurstel di pollo : cosa contengono ?


 Wurstel di pollo
I würstel di pollo sono preparati spremendo le carcasse dei volatili. Si chiama carne separata meccanicamente o poltiglia rosa, un sottoprodotto della macellazione

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 Com’è fatto il Wurstel di pollo? Spremendo le carcasse eviscerate di polli e galline, dopo aver tolto tutta carne: il petto, le cosce, le zampe e il collo. In questo video del programma Consumi&Consumi ( RaiNews 24, del 2 giugno), Roberto La Pira descrive le fasi della lavorazione di questa carne che non è carne, ma un macinato di ossa, pelle e cartilagini insaporite da aromi artificiali e sostanze chimiche. Si chiama “carne separata meccanicamente”, è legale ed è diffusissima, anche se da più parti si chiede di limitarne o almeno renderne evidente la presenza tra gli ingredienti. Buona visione



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