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mercoledì 13 gennaio 2016

CHEWING-GUM



La nascita della moderna gomma da masticare si deve a William Semple, il quale brevettò la prima ricetta il 28 dicembre 1869. Le prime palline di gomma da masticare vennero messe in vendita nel New Jersey nel 1871, ma erano molli e senza sapore.

Le tecniche di produzione furono migliorate da Semple e da altri al fine di ottenere un prodotto più consistente e con maggior sapore, decretandone una grande diffusione nell'ultimo decennio del secolo.

Nel corso del XX secolo s'è affermato l'uso di gomme sintetiche (poliisobutilene) al posto del chicle, anche se quest'ultimo viene ancora usato da alcune compagnie.

Le proprietà elastiche sono state anche migliorate per mezzo di additivi. In particolare, per incrementare la viscosità, viene impiegata la gomma di xanthano, dotata di proprietà addensanti.
Le gomme da masticare sono fonti di inquinamento, in quanto aderiscono alla superficie sulla quale vengono gettati (ad esempio strade), inoltre per la loro rimozione vengono utilizzati prodotti chimici o particolari sistemi di fresatura. Osservando i marciapiedi e tutti i camminamenti pedonali, soprattutto delle grandi città, si osservano macchie nere che deturpano i manti stradali e sono dovute alle innumerevoli gomme gettate incurantemente in terra dai consumatori di chewing-gum.

A Singapore è vietata dal 1992 l'importazione e la vendita di gomme da masticare, sia per motivi igienici, sia per la possibile interferenza con il buon funzionamento delle infrastrutture.

Si ottiene dalla lavorazione di un impasto di gomma base, zucchero, additivi e aromi. La presenza dello zucchero nella gomma da masticare potrebbe favorire la carie, ma in commercio ne esistono varietà senza zucchero, sostituito da dolcificanti come l'aspartame o lo xilitolo. Quest'ultimo, secondo i produttori, essendo un potente antibatterico, avrebbe addirittura la capacità di prevenire la carie.questa strana caramella.

Se avete l’abitudine di masticare una gomma dopo un pasto o quando siete annoiati, allora sarete felici di sapere che i benefici per la salute sono sorprendenti:

La gomma da masticare aumenta l’attività del cervello in vari modi: per esempio, gli psicologi hanno scoperto che la gomma può aiutare a migliorare la memoria; è stato condotto un esperimento in cui due gruppi di persone dovevano sostenere lo stesso esame. Ad un gruppo è stata dato gomma da masticare, mentre all’altro no. I risultati hanno mostrato che il gruppo che masticava gomma si è distinto per i più alti punteggi dei test. Questa spinta in memoria potrebbe essere collegata al moto di masticazione della mandibola perché quando si mastica chewing-gum, l’ippocampo viene stimolato. L’ippocampo è la parte del cervello che svolge un ruolo importante nella memoria e, oltre a questo, la gomma da masticare aumenta anche il flusso di sangue al cervello. Quando si mastica chewing-gum, le frequenza cardiaca aumenta e più ossigeno arriva alla zona del vostro cervello.



La gomma da masticare può aiutare a combattere lo stress e l’ansia. La ricerca ha dimostrato che gli studenti che masticano gomma durante gli esami tendono ad essere più attenti e concentrati. Questo perché la gomma aiuta a far fronte allo stress che è spesso associato con gli esami… ma lo stress non è l’unica emozione negativa che la gomma da masticare può risolvere! Ogni volta che ci si sente irritati o frustrati, si potrebbe scoprire che la gomma da masticare può aiutare a rilassarsi.

Se si sta cercando di perdere peso, la gomma da masticare può rivelarsi utile: la prossima volta che si ha bisogno di uno spuntino o una seconda porzione di dessert, provate ad infilarvi una gomma da masticare in bocca, invece. La gomma contiene pochissime calorie per porzione ed è uno spezza-fame ideale che non rovinerà la vostra dieta. L’atto di masticare e il sapore della gomma vi aiuterà a combattere il vostro desiderio di altri snack ad alto contenuto di calorie e grassi.

Probabilmente ti è sempre stato detto fin da quando eri piccola che dolci e caramelle possono fare marcire i denti. Tuttavia, la gomma da masticare potrebbe fare il contrario. Se si tende a soffrire di problemi di salute orale, come alito cattivo o infezioni gengivali, si potrebbe desiderare di masticare una gomma per alleviare questi sintomi. Quando si mastica gomma, infatti, la produzione di saliva è stimolata e la saliva è il fattore più importante quando si tratta di mantenere una buona salute orale perché ha proprietà antibatteriche e può aiutare a scovare residui di cibo, zuccheri e altri acidi nocivi in bocca. La gomma senza zucchero è ritenuta efficace nel proteggere lo smalto dei denti e in realtà, masticare per un po’ la gomma senza zucchero dopo i pasti può ridurre le carie dentali.

Forse non tutti lo sanno, ma la gomma da masticare può migliorare anche la vostra digestione, a patto che la si mastichi dopo i pasti. Avete mai notato come di frequente, durante la masticazione, si rischi di ingoiare la gomma a causa della produzione di saliva in eccesso? Questo aiuta a mantenere gli acidi digestivi giù nello stomaco.





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giovedì 26 novembre 2015

I CONSERVANTI



Gli additivi sono sostanze che vengono aggiunte agli alimenti, soprattutto industriali, per preservarli da contaminazioni microbiche, irrancidimento e per migliorarne l'aspetto e la consistenza.
La grande maggioranza di essi è innocua per la salute e comprende vitamine, amminoacidi, antiossidanti naturali come licopene e antocianine, e addensanti come la pectina.
I nitrati e i nitriti, utilizzati soprattutto nella conservazione della carne e degli insaccati, possono subire delle modificazioni chimiche che li trasformano in nitrosammine, molecole potenzialmente cancerogene. Un consumo eccessivo e prolungato di nitriti è associato ad aumento del rischio dei tumori dello stomaco e dell'esofago.

Gli additivi sono sostanze aggiunte agli alimenti per prolungarne la conservazione, preservarli da contaminazioni microbiche e irrancidimento, e migliorarne il sapore, il colore e la consistenza, in particolare nei cibi industriali.
Gli additivi si classificano in base allo scopo per cui si utilizzano. I conservanti rallentano lo sviluppo di microbi, gli antiossidanti i processi di irrancidimento. Vi sono poi additivi utilizzati per migliorare le caratteristiche sensoriali e la consistenza degli alimenti: coloranti, addensanti, emulsionanti, dolcificanti ed esaltatori di sapidità . Infine, alcuni additivi, come gli antiagglomeranti, facilitano la lavorazione degli alimenti ma non hanno una funzione nel prodotto finale.

Esistono numerose sostanze che vengono impiegate come additivi alimentari; la Food and Drug Administration (FDA) americana ha approvato l'uso alimentare di oltre 3.000 molecole, molte delle quali vengono utilizzate anche come additivi. Tante sono molecole di origine naturale, che vengono sfruttate proprio per le loro caratteristiche; altri additivi sono di origine naturale ma modificati per ottimizzare le loro proprietà, altri ancora sono additivi di sintesi.
Tra gli additivi di origine naturale troviamo alcune vitamine e nutrienti importanti per la salute: la vitamina C, o ascorbato (E300) e i derivati (E301, E302,E303) sono utilizzati come antiossidanti; il licopene (E160d), presente nel pomodoro, le antocianine (E163), abbondanti nei frutti di bosco, la vitamina B2, o riboflavina (E101), e la curcumina (E100) sono invece usati come coloranti. Glutammato (E620) e glicina (E640), due amminoacidi presenti normalmente nelle proteine, vengono impiegati come esaltatori di sapidità, mentre l'acido citrico (E330), contenuto nei limoni, è un comune regolatore di acidità. Tra gli addensanti, troviamo la pectina (E440), che viene comunemente utilizzata anche nella cucina domestica.

Tutti gli additivi a uso alimentare subiscono un lungo processo di valutazione della loro sicurezza. In Europa, la valutazione viene effettuata dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e gli additivi autorizzati sono identificati dalla lettera E seguita da un numero. Altri organi di controllo internazionali sono il Joint Expert Committee on Food Additives (JECFA) dell'Organizzazione per l'Alimentazione e per l'Agricoltura (FAO) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). A oggi, le ricerche non hanno mostrato, in generale, una correlazione tra lo sviluppo di tumori e il consumo di additivi in quantità limitate. Fanno eccezione però i nitriti e i nitrati, usati come conservanti in particolare in carne e insaccati, a causa delle modificazioni che possono subire all'interno dell'organismo e possono convertirli in sostanze cancerogene.

I nitrati e i nitriti vengono utilizzati come conservanti e aggiungono sapore e colore alle carni lavorate. L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato i nitrati e i nitriti ingeriti come probabilmente cancerogeni per gli esseri umani (Gruppo 2A).
I nitrati e i nitriti di per sé non sono cancerogeni, ma possono andare incontro, sia a causa dell'azione del metabolismo sia attraverso la cottura, a una serie di trasformazioni chimiche che li convertono in N-nitrosammine, composti che invece sono considerati cancerogeni.
I nitrati si trovano naturalmente in diversi alimenti, tra cui le verdure (bietole, sedano, rape, spinaci), e nell'acqua potabile. Di per sé, i nitrati sono innocui. Possono però essere convertiti in nitriti dall'azione delle ghiandole salivari nella bocca. I nitriti, a loro volta, possono combinarsi con altre molecole, le ammine, presenti negli alimenti ricchi di proteine come carne, salumi, formaggi, a formare le N-nitrosammine, che sono invece cancerogene.
La formazione di nitrosammine avviene spontaneamente nell'organismo umano: nell'ambiente fortemente acido dello stomaco i nitriti si convertono in acido nitroso, che a sua volta si combina facilmente con le ammine a dare le nitrosammine. Anche la cottura ad alte temperature, come la frittura, favoriscono la conversione di nitriti in nitrosammine.
I nitriti sono utilizzati come conservanti perché sono essenziali a impedire lo sviluppo di microorganismi patogeni potenzialmente molto pericolosi, tra cui il Clostridium botulinum che causa il botulino.
Le attuali normative di legge che regolano l'uso dei nitriti come additivi alimentari sono basate sul principio che consente il loro utilizzo in piccole quantità per i cibi in cui il rischio per la salute di una possibile contaminazione da botulino è molto maggiore del rischio di aumentare la probabilità di tumore. In ogni caso, il limite massimo di nitrito ammissibile per la legge italiana è di 150 milligrammi per chilogrammo di prodotto alimentare.



L'assunzione alimentare prolungata di grandi quantità di nitriti è associata con un aumento del rischio di sviluppo del cancro allo stomaco e del cancro all'esofago. Andrebbero quindi evitati o fortemente ridotti i cibi contenenti nitrito di potassio (E249), nitrito di sodio (E250) e nitrato di potassio (E252), presenti soprattutto nella carne in scatola, negli insaccati e nelle carni lavorate. Infine, alcuni antiossidanti come la vitamina C (E300) e suoi derivati, come l'ascorbato di sodio (E301) e l'ascorbato di potassio (E303) inibiscono la formazione di nitrosammine da nitrati e nitriti e per questo vengono spesso sfruttati in abbinamento nell'industria alimentare.

La stragrande maggioranza degli additivi utilizzati nella preparazione dei cibi nell'industria alimentare non costituisce un pericolo per la salute umana. Fanno eccezioni i nitrati e i nitriti, utilizzati soprattutto nella conservazione di carni e insaccati; di per sé non sono pericolosi, ma possono essere convertiti dal metabolismo in nitrosammine, composti cancerogeni il cui eccessivo consumo può aumentare il rischio di tumori gastrici e all'esofago. È consigliabile quindi evitare alimenti che contengono nitriti e nitrati, preferendo carni e salumi privi di conservanti o riducendone il consumo a favore di una dieta ricca di frutta e verdura che contengono antiossidanti e vitamine, inibitori della formazione delle nitrosammine.

Acido benzoico e suoi sali (E210, E211, E212, E213): sono usati da soli o insieme all'acido sorbico e ai PHB. Non sono ammessi in alcuni paesi per la loro potenziale tossicità, inoltre gli alimenti ai quali vengono aggiunti sono soprattutto le confetture, le gelatine, le marmellate, le gomme da masticare e le bevande analcoliche, tutti prodotti che non necessitano di conservanti.,
Anche gli esteri dell'acido p-Idrossibenzoico (E214, E215, E216, E217, E218, E219), indicati con la siglia PHB, sono vietati in alcuni paesi. Vengono addizionati ai patè, ai rivestimenti di gelatina dei prodotti a base di carne, alla frutta in guscio ricoperta.

I derivati dell'anidride solforosa (E220, E221, E222, E223, E224, E226, E227, E228) sono irritanti e hanno una tossicità acuta e cronica, per esempio interagiscono con gli enzimi cellulari e distruggono alcune vitamine (per esempio la tiamina). Vengono usati nel vino, nella birra (anche per questo bisogna moderarne il consumo, non solo per l'alcol) e in altre bevande come i succhi di frutta, nella senape e in altri condimenti.
I derivati fenolici e il tiabendazolo (E230, E231, E232 , E233) sono dotati di una certa tossicità, infatti sono proibiti in Australia. Vengono utilizzati per il trattamento superficiale degli agrumi e delle banane (per questo bisognerebbe usare solo la scorza delle arance non trattate).

La netamicina (E235), un antibiotico utilizzato sulla superficie dei formaggi, (soprattutto dei provoloni) provoca problemi intestinali.

I conservanti innocui sono i sorbati (E 200, E202, E203), l'acido acetico e i suoi sali di potassio (E260, E261, E262, E263), l'acido lattico e i suoi sali di sodio (E270, E325, E326, E327), l'acido propionico e i suoi sali (E280, E281, E282, E283), l'anidride carbonica (E 290).





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martedì 22 settembre 2015

Noi Mangiamo il POLLO ma Lui Cosa Mangia?



Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, sono oramai solo di un paio di razze ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate nei segreti laboratori di genetica applicata, selezionate esclusivamente per l'ingrassaggio. Il risultato di queste selezioni è una vera macchina biologica ad elevatissimo "indice di conversione": un broiler mangia un chilo e mezzo di mangime e ne "produce" uno di carne.
Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha neanche il tempo per diventare pazzo).
Questi polli denominati "galletti" quando arrivano a "maturazione" pesano vivi in media sui 2,3 chili e preparati a busto circa 1,2.
Per avere queste rese così elevate e cicli biologici così accelerati servono allevamenti e mangimi adatti.

Si chiama allevamento industriale  integrato, le cui principali fasi sono: produzione della gallina ovaiola, incubatoi delle uova, produzione dei pulcini,, macelli, industria di lavorazione, logistica e commercializzazione.
 
L’allevamento viene svolto in grandi capannoni dove possono stare decine di migliaia di volatili: con una densità di 10-15 per metro quadro, cioè sino a 30 chili di “carne” a mq. (I regolamenti dell’Unione Europea per gli allevamenti biologici stabiliscono invece  in tre polli per metro quadrato la densità massima ammissibile).
Beccano tutto ciò che ha colore paglierino, giorno e notte, grazie all’illuminazione artificiale.
Le temperature sono sempre elevate (anche a causa della luce e delle deiezioni, che vengono raccolte con una ruspa per la produzione della pollina, sottoprodotto usato come concime agricolo o combustibile (e fino a 10 anni fa come mangime per bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche sono terribili. Gli animali vivono dal primo all’ultimo giorno della loro breve vita calpestando e dormendo sulle loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo all’ultimo giorno di vita con gli antibiotici contenuti nei mangimi.
Ma per i virus – come si sa – non ci sono farmaci. Da qui l’uso di vaccini che, come è noto, creano anticorpi che contrastano le  manifestazioni patologiche del virus, ma impediscono l’eradicazione dello stesso, consentendo che animali solo apparentemente sani siano commercializzati, con il rischio che il virus si trasferisca dall’animale all’uomo.
A questo si aggiunge il rumore spaventoso provocato dal pigolare di 50.000 – 100.000 animali spaventati, tenuti in quelle condizioni. L’organismo del pollo, che è pur sempre un animale diurno, viene messo a dura prova: l’apparato digerente stressato, la sua capacità di resistenza agli agenti patogeni fortemente indebolita.
Nel territorio dove sono inseriti, senza un minimo di criterio di biosicurezza, questi allevamenti sono delle vere e proprie bombe batteriologiche, pericolose e costose per tutta la collettività. Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus trasmissibili agli uomini come salmonelle e influenze; costose, come per il caso dell’ultima peste aviaria,  costata alla sola regione veneta 110 miliardi di lire, e ben 500 allo stato.



In regime naturale, i  polli dovrebbero mangiare solo mais, soia e fibre, trasformando proteine vegetali in proteine nobili. Il tipo broiler, che rappresenta il 99% dei 520 milioni di polli e dei 22 milioni di tacchini che mangiamo ogni anno, mangia invece esclusivamente mangimi industriali, prodotti in larga misura da due o tre aziende.
Le formule di questi mangimi sono top secret; possono in questo modo metterci dentro di tutto e di più. Il mais e la soia, che sono i componenti principali (fino al 60/70%), sono in grandissima parte di importazione e di produzione transgenica, perché costano meno.
Contrariamente alle normative per i bovini, i mangimi per pollame e tacchini possono contenere farine di carne e di pesce, pannelli di olio esausto, grassi di origine animale. La vicenda di due anni fa dei polli belgi alla diossina è dovuta a un “eccesso” di PCB  ma, se si rientra nei limiti tollerati, è legale dare da mangiare ai polli anche oli esausti di motori.
Ma i risultati migliori si ottengono con le proteine animali derivate dalle interiora, dalle teste, dalle zampe e dalle piume ottenute dai loro simili morti in precedenza, oltre alle proteine animali acquistate dove costano meno (farine di sangue e di pesce).
Di queste proteine, ai polli ed ai tacchini ne vengono somministrate una quantità fino al 30% nel tacchino, un po’ meno per il pollo.

Si ottengono dei pulcinotti venduti come galletti o tacchini, con una carne senza gusto né qualità organolettiche, e di dubbia salubrità.
I polli così allevati, se li cucini due minuti di più letteralmente si sbriciolano, e se li lasci raffreddare rilasciano il classico odore di pesce con cui sono stati parzialmente allevati. Oggi la carne di pollo non viene offerta da nessun ristorante degno di questo nome. Viene data solo nelle mense delle fabbriche, delle scuole o per le tavole delle famiglie sotto i mille euro al mese.
Per i tacchini è ancora peggio: la carne è letteralmente immangiabile.
I nostri 7000 veterinari pubblici, come da precise istruzioni, guardano, registrano, e alla fine non possono fare altro."

Entro il 2018 il mercato dei mangimi per pollame genererà ricavi per 252 miliardi di dollari e il mercato dei soli additivi dovrebbe arrivare a 7,8 miliardi di dollari, con un CAGR (Compounded Annual Growth Rate, ovvero tasso di crescita annuale composto) maggiorato rispettivamente del 6,1 e del 6%. Le stime arrivano dal report "Poultry Feed Market by Type (Layers, Broilers, And Turkeys), by Additives, (Antibiotics, Vitamins, Antioxidants, Amino Acids, Feed Enzymes, And Feed Acidifiers) & by Geography - Global Trends & Forecasts To 2018", realizzato da Markets&Markets, società internazionale di ricerche di mercato e di consulenza. Un mercato in fiorente crescita, si legge nel report, grazie all'aumento della richiesta, a livello mondiale, del consumo di proteine di origine animale.

Il report definisce e segmenta il mercato dei mangimi destinati ai polli (da carne e da uova) e ai tacchini ed effettua analisi e proiezioni sui valori e sui volumi di questo mercato, oltre a svolgere uno studio delle tendenze e delle opportunità e a mettere in evidenza i fattori trainanti e di freno per questo settore.

Per allevare il pollame in modo sano è necessario che il mangime che viene somministrato agli animali abbia le giuste quantità di proteine, carboidrati, vitamine e sali minerali. Molto importanti sono però anche gli additivi per mangimi: questi vengono infatti aggiunti alla formula per migliorare l'efficienza della crescita degli uccelli, la loro resistenza alle malattie e per migliorare l'assorbimento dei nutrienti contenuti nei mangimi stessi.

La Food & Drug Administration degli Stati Uniti ha ammesso che nelle fabbriche di allevamento, la carne di pollo venduta, contiene arsenico, una sostanza chimica tossica cancerogena che in alte dosi può essere fatale. Potrebbe sembrare incredibile ma non è una coincidenza. L’arsenico viene aggiunto al mangime dei polli a livello internazionale.
La ricerca sul FDA ha dimostrato che l’arsenico presente nel mangime dei polli finisce nella carne che infine viene  ingerita dagli umani.
Per la maggior parte degli ultimi 60 anni, i consumatori dagli Stati Uniti hanno consumato carne di pollo contaminata da arsenico.
Ma prima della pubblicazione dello studio della FDA, l’industria del pollame ha negato con veemenza che l’arsenico è stato aggiunto al cibo dei polli. Essi affermano che l’arsenico è solamente il prodotto della digestione dei polli stessi ed è rilasciato tranquillamente nelle feci.
Ma non c’è nessuna prova scientifica a base di questa affermazione, rendendo le loro richieste ancora peggiori. Questa storia si è divulgata sempre più rapidamente;  la Roxarsone, produttore di cibo per polli, rapidamente ha ritirato i suoi prodotti dagli scaffali dopo che è stato rilasciato questo studio.
La Roxarsone è subordinata alla Pzifer,chiamata Alpharma LLC.
Quindi la Pzifer, la grande casa farmaceutica, ha messo deliberatamente arsenico cancerogeno nel cibo per polli e quindi nei nostri corpi.








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