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domenica 23 luglio 2017

CAFFE' AMARO



Per trarre migliori benefici dal caffè è assolutamente necessario prendere il caffè amaro, ossia senza l'aggiunta di zucchero o altri dolcificanti che ne inficerebbero una serie di proprietà positive, ad iniziare dalle note proprietà termogeniche.
Si tratta di quelle proprietà che permetterebbero di bruciare i grassi più velocemente. Tuttavia, questa caratteristica può essere messa a rischio dallo zucchero del caffè non perché lo zucchero produce grassi, ma perché genera picchi di insulina che attenuano la possibilità del caffè di intervenire con la sua azione termogenica.

Dal punto di vista scientifico, infatti, le sostanze che permettono di accelerare il metabolismo dei grassi e quelle che si liberano con la formazione dell'insulina, entrano in contrasto tra di loro, annullando le une l'azione delle altre.
Per questo motivo, se si intende bere il caffè per trarne effetti benefici e non solo per sorseggiare una bevanda in compagnia, esso deve essere assunto completamente amaro. Non solo: se lo scopo dell'assunzione del proprio caffè è soprattutto quello di bruciare grassi, allora esso non solo dovrebbe essere preso amaro, ma anche in particolari contesti. Ad esempio, per trarre il massimo dei benefici termogenici da questa bevanda, l'assunzione ideale è al mattino, a stomaco vuoto. Inoltre, effettuare un'attività fisica entro un'ora dall'assunzione garantisce la formazione di condizioni metaboliche ed ormonali perfette per accelerare le possibilità di bruciare grassi.
Prendere il caffè amaro, inoltre, è un ottimo stimolante che permette di migliorare la sensazione di vigore e di energia disponibile. Anche in questo caso è necessario sottolineare il ruolo dello zucchero in relazione all'energia. Ancora una volta, l'assunzione di zucchero alza il livello dell'insulina che, oltre a contrastare il metabolismo dei grassi, genera sonnolenza e stanchezza generale che vanno proprio a contrastare gli effetti stimolanti del caffè.
E' quindi errato pensare che aggiungendo zucchero al caffè si può ottenere una sferzata di energia: semmai è il contrario.
Naturalmente, per quanti sono abituati a bere il caffè dolce, può essere difficile eliminare del tutto lo zucchero in un'unica volta. Per questo motivo si consiglia di diminuire la quantità di zucchero un poco alla volta, dando così il tempo al proprio palato, di abituarsi a questo nuovo sapore che, poi, è il vero gusto del caffè.

Chi prende il caffè amaro saprà riconoscere ed apprezzare meglio i diversi aromi, tipici delle differenti miscele o dei diversi processi di torrefazione, potendo quindi imparare a scegliere, anche a seconda delle proprie esigenze di palato, la miscela più idonea al proprio gusto.
Tra l'altro, il caffè amaro permette di mantenere più a lungo il proprio calore, diventando una bevanda perfetta per combattere il freddo e, conservando maggiormente la propria temperatura più calda, permette di poter essere sorseggiato con calma e senza stress.
L'elevato consumo di caffè nelle società occidentali e non solo, ha portato molti scienziati a cercare di comprendere, al di là degli effetti immediati come quelli fino ad ora descritti, se il caffè potesse anche essere caratterizzato da effetti di lunga durata, che ne giustificassero un uso continuativo nel tempo. Gli studi hanno rivelato una serie di interessanti risultati che fanno del caffè amaro non solo una bevanda consigliata, ma in certi casi una vera e propria cura per mitigare il rischio di alcune malattie.
Uno dei primi risultati inerenti le proprietà e i benefici del caffè amaro è quello di poter abbassare il rischio di diabete di tipo II, ossia il diabete che si contrae solitamente da adulti a causa, nella maggior parte dei casi, di una scorretta alimentazione a base di assunzione eccessiva di zuccheri.
Questa malattia è aumentata moltissimo negli ultimi anni, proprio in concomitanza dell'incremento della sedentarietà che, come conseguenza, ha portato ad un aumento dei casi di obesità, sia tra bambini che tra adulti. Una serie di studi condotti sui bevitori di caffè amaro ha portato ad evidenziare che questi hanno una minore incidenza di casi di diabete ossia hanno minore possibilità di diventare diabetici rispetto a quanti non fanno uso di caffè o bevono regolarmente caffè dolce.
Un ulteriore studio condotto per accertare la relazione tra l'assunzione di caffè e la maggiore possibilità di non contrarre il diabete, ha addirittura messo in evidenza, studiando un campione di oltre 400mila persone, che una tazzina al giorno di caffè amaro permette di abbattere la percentuale di rischio di ammalarsi di diabete del 7%.



Lo stimolo mentale che scaturisce dall'assunzione di caffè amaro permette inoltre di abbassare anche il rischio di ammalarsi di Alzheimer. Questa malattia degenerativa rappresenta ad oggi una delle cause maggiori di demenza, soprattutto senile. Anche in questo caso, gli studi condotti da equipe di scienziati di tutto il mondo sono stati condotti su un elevato numero di campioni per i quali è stato stimato che l'uso di caffè permette di abbattere il rischio di Alzheimer fino al 65%.
Ma il caffè amaro sembra avere buoni effetti non solo sull'Alzheimer, ma anche su un'altra importante malattia degenerativa: il Parkinson. Il caffè amaro, e in particolare la caffeina, si sono rivelate un'ottima arma contro il Parkinson ed è stato stimato che chi fa regolare uso di caffè amaro ha il 33% di possibilità in meno di contrarre questa malattia.
Oltre ai risultati positivi che si sono riscontrati nelle malattie di tipo degenerativo, ulteriori studi hanno messo in evidenza che il caffè presenta delle caratteristiche che permettono di migliorare la protezione contro il cancro al fegato. I risultati che sono stati ottenuti da questo particolare tipo di studio hanno messo in evidenza che chi assume due tazzine di caffè amaro al giorno ha il 30% di possibilità in più di non contrarre un tumore al fegato, anche se già caratterizzato da precedenti patologie relative a questo organo.
E il tumore non è l'unico problema del quale il caffè sembra una buona soluzione. Anche il rischio cirrosi epatica, infatti, è più bassa nei regolari bevitori di caffè. Anche se non è ben chiaro quali siano i meccanismi e le molecole del caffè che entrano in gioco nel contrastare la cirrosi, gli studi condotti in questo senso hanno potuto evidenziare che l'assunzione di caffè ha un'elevata incidenza sull'abbassamento della possibilità di ammalarsi di cirrosi al fegato: con quattro tazzine al giorno, infatti, si può ridurre il rischio di contrarre la cirrosi epatica fino all'80%.
Un altro punto a favore del caffè è legato alle malattie cardiovascolari, tra le principali cause di morte nelle nazioni Occidentali. Anche se i primi studi sul caffè sembravano accusare questa bevanda di essere causa di incremento di malattie cardiovascolari, le nuove ricerche sembrano, invece, dimostrare il contrario. Così come hanno dimostrato il contrario i recenti studi che hanno rivalutato la relazione tra assunzione di caffè ed ictus.
Le cause per cui il caffè amaro risulta prevenire e non favorire queste due malattie sono da ricercare soprattutto nell'elevata presenza di antiossidanti che questa bevanda contiene. Infatti esso rappresenta uno degli alimenti della dieta Occidentale più ricchi di antiossidanti, presenti in quantitativi maggiori rispetto alle tanto apprezzate frutta e verdura.

Tra i vari studi dell’Università di Innsbruck c'è ne uno che riguarda la “bevanda nera” amata da molti. Chi lo beve infatti senza zucchero e quindi amaro potrebbe essere un narcisista o addirittura uno psicopatico.

Il numero di amanti del caffé preso a campione non è elevatissimo. Si parla di oltre 1000 persone sulle quali gli studiosi hanno approfondito la ricerca. Certamente, vista la popolazione che ne fa uso, non una quantità destinata a portare dubbi negli abitanti che lo amano zuccherato ma certamente una piccola porzione che, alla fine, hanno dato risposte davvero inaspettate.

L’università di Innsbruck spiega, al termine dei vari studi effettuati, quindi che: “forniscono la prova empirica che la preferenza per un gusto amaro è legata a tratti delle personalità malevoli, ambigui e con scarsa empatia verso il prossimo”.

Sull’argomeno caffé amaro o caffé zuccherato molti sono intervenuti dando la propria spiegazione sull’utilizzo migliore della prima o della seconda soluzione. C’è chi dice che lo zucchero elimini il sapore e il gusto della bevanda colorata di nera e che quindi sia meglio berlo amaro per assaporarne maggiormente le capacità e chi invece pensi che non cambi il gusto anche aggiungendovi lo zuccero o un qualsiasi altro dolcificante.

Alcuni studi in tal senso hanno determinato come il caffè sia un piacere e vada bevuto come meglio si crede, va vissuto per far piacere a se stessi e quindi, essendo versatile, lo si può fare in svariate maniere (con la panna, con il latte, insieme ad altri elementi come alcoolici oppure cacao, ad esempio).

Di fatto lo zucchero non nasconde affatto, secondo altri studiosi, il gusto del caffé manentendone inalterate le caratteristiche. Resta il fatto che bere il caffé sia un fatto personale e che ognuno possa gradirlo come meglio crede.

Magari lo studio austriaco accentuerà la paura che, davanti ad una persona che lo prende amaro, ci si possa imbattere in un psicopatico o in un narcisista ma alla fine anche questi studi vanno presi non completamnete alla lettera perché, nel mondo, persone che amano il caffé al naturale sono moltissime e non sempre queste hanno problematiche così gravi.




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mercoledì 12 aprile 2017

LA COLAZIONE



Al risveglio, il metabolismo ha bisogno di una sferzata di energia per riattivarsi e svegliare, così, l'intero organismo. La colazione diventa quindi il pasto più importante della giornata e, se proprio non può essere principesca, che almeno sia calibrata secondo le esigenze soggettive e la routine quotidiana.

Fornire al corpo la giusta energia, al mattino, è fondamentale per nutrire anche il cervello e rendere sia nello sport sia nelle attività intellettive come studio e lavoro. Inoltre, trovare la colazione giusta e ideale fa sì che anche l'umore sia al top sin dalle prime ore della giornata.

In linea generale, la colazione ottimale dovrebbe prevedere carboidrati, proteine e grassi in combinazione equilibrata o calibrata sull'attività fisica. Da non dimenticare, poi, che le calorie assunte (circa il 25% del fabbisogno giornaliero) dovrebbero essere piene (nutrienti e vitamine) e non vuote (zuccheri semplici).

Qualsiasi sia la giornata che ci aspetta, la prima buona e salutare abitudine del mattino (e lo consigliavano anche le nostre nonne) è bere un bicchiere di acqua tiepida (o a temperatura ambiente) con limone spremuto al momento.

Questa bevanda, all'apparenza semplice, è in realtà un concentrato di vitamine e benessere. I benefici del bicchiere di acqua e limone si notano sia a livello di intestino sia sulla pelle. Quest'ultima, infatti, dopo pochi giorni di trattamento appare visibilmente più luminosa e purificata e l'intestino, invece, riacquista la sua regolarità.

Inoltre, non dimentichiamo il ruolo della vitamina C sul sistema immunitario nonché quello degli agrumi sullo smaltimento dei grassi corporei. Insomma, per fare il pieno di salute e bellezza basta davvero poco.

Il primo mito da sfatare fa tremare dalle fondamenta un caposaldo della tradizione italiana: la colazione al bar, una delle più diffuse nel nostro bel paese, non è una colazione che si può proprio definire salutare.
Il classico cornetto e cappuccino, oltre ad essere spesso ingurgitato in tempi record, è un pasto poco equilibrato, con basso potere saziante e decisamente troppo calorico: pensate che con un cornetto non farcito e un cappuccino è facile raggiungere 500 Kcal, per lo più provenienti da grassi saturi e zuccheri semplici; tutto ciò per trovarsi a distanza di poco tempo di nuovo con una fame da lupi, quindi favorendo un introito di calorie eccessivo a pranzo o al momento dello spuntino. È facile capire che questo vada a discapito della linea e del benessere. Ma peggio ancora della colazione al bar è saltarla.
Saltare la colazione fa male perché:
- l'organismo soffre una mancanza di energia;
- il metabolismo rallenta;
- aumenta il senso di fame durante la giornata.

Una recente ricerca americana dell'Università del Minnesota condotta su un campione di 2000 persone in età attiva e tenute sotto osservazione per 5 anni, è giunta alla conclusione che il gruppo dei rinunciatari della prima colazione (il 25% del campione, tra cui soprattutto ragazze che speravano così di non ingrassare) di fatto alla fine dell'esperimento ha visto uno spostamento verso l'alto dell'ago della bilancia, calcolato in un aumento medio di 2-3 chili in più rispetto a coloro che invece hanno continuato o cominciato a iniziare la giornata con un tête-a-tête con il cibo.

Questo perché mangiare dopo il risveglio, e quindi dopo un periodo di digiuno, fornisce all'organismo le energie necessarie per essere più attivo ed efficiente, cosa che invece non succede a chi affronta le incombenze della giornata con la pancia vuota; e inoltre, la prima colazione stimola il metabolismo e fa sì che non si arrivi troppo affamati al pasto successivo, né che durante la mattina si cada nella tentazione di colmare il "buco nello stomaco" con ogni genere di snack.



Una buona colazione deve iniziare, in tutte le stagioni, con la spremuta di arance: meglio prepararla in casa con uno spremiagrumi perché le spremute confezionate sono povere di vitamine e ricche di conservanti. La spremuta non va filtrata, lasciando che nel bicchiere finisca anche parte della polpa che è ricca di fibre e quindi stimola il senso di sazietà e aiuta il lavoro dell'intestino. Vietato anche aggiungere lo zucchero, che neutralizza i principi attivi delle arance: se la spremuta risulta troppo acida, basta stemperarla con un po' di acqua.

Buona norma introdurre lo yogurt al posto del latte (è più digeribile e non rischia di restare sullo stomaco), optando per quello naturale e non zuccherato, al quale aggiungere un mix di frutta di stagione tagliata al momento, preziosa per stimolare anche l'intestino più pigro.

È importante poi non trascurare i carboidrati, che essendo una fonte di energia permettono di avere un buon rendimento nella prima fase della giornata. Allora, allo yogurt (o al latte di riso o soia) si può abbinare un cucchiaio di fiocchi di riso, muesli o di cereali integrali, facendo attenzione a non esagerare con le dosi e resistendo alla tentazione di prendere le versioni più golose e arricchite con frutta secca o cioccolato.

Non devono mancare due fette biscottate integrali o ai cereali o una fetta di pane integrale (meglio ancora se ricco di semi e molto consistente), ricoprendoli a piacere con un velo di marmellata o di miele. E perché no, anche con un po' di ricotta: a fronte di un basso contenuto calorico, la ricotta di latte vaccino fornisce una dose elevata di proteine sazianti.

Al posto del caffè espresso, che in molti casi crea acidità, si può optare per quello all'americana, preparando la bevanda con la classica moka e allungandola con un po' di acqua calda.

Oppure si può alternare il caffè con il tè verde o un tè alla menta: gli infusi sono benefici per la circolazione, sono meno "eccitanti" del caffè e garantiscono anche un'azione disintossicante e drenante. L'acqua calda, inoltre, stimola la peristalsi intestinale.

Il pane con una fetta di bresaola, alternativa più salutare e meno calorica rispetto al bacon fritto o alle salsicce che compaiono sulle tavole inglesi e tedesche. L' uovo di prima mattina va bene, a patto di non esagerare con la frequenza (meglio ad esempio mangiarlo a colazione in previsione di un pranzo di metà giornata povero di proteine) e optando per cotture light: si possono preparare le uova strapazzate ricorrendo al forno a microonde oppure si opta per l'uovo alla coque, in assoluto il più leggero da digerire.

Per chi non sa rinunciare alla classica colazione italiana, alla quale tanti siamo abituati fin da bambini, l'importante è fare attenzione ai prodotti che si scelgono; se amate l'idea di inzuppare un fragrante biscotto nel latte, quindi assicuratevi di scegliere biscotti che abbiano un ridotto apporto calorico e valori nutrizionali bilanciati: molti biscotti industriali disponibili in supermercato, infatti, contengono ingredienti poco salutari (ad esempio, l'olio di palma), hanno valori nutrizionali poco equilibrati, con prevalenza di zuccheri semplici e grassi. I biscotti dietetici invece sono spesso degli ottimi prodotti ben bilanciati nel loro apporto fra carboidrati, proteine e grassi; l'uso di farine integrali non raffinate, e il maggior contenuto di fibre, rendono i biscotti dietetici più adatti ad una colazione perfetta e salutare, sia che si stia seguendo una dieta dimagrante, sia che si tenga alla propria forma e al proprio benessere.
La crusca d'avena è un altro ottimo prodotto, grazie al suo sapore naturalmente dolce, al suo alto potere saziante, all'alto contenuto di beta-glucani e al suo potere di assorbire fino al 10% delle calorie ingerite, tutto senza innalzare l'indice glicemico.



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martedì 28 giugno 2016

CAFFE' E LIMONE



Il caffè è un vero e proprio stimolante del sistema nervoso centrale in grado di esercitare un effetto di vasocostrizione a causa del suo antagonismo sugli effetti vasodilatatori della adenosina endogena. Questo giustificherebbe l’esperienza comune della possibile risoluzione dell’emicrania del risveglio dopo aver consumato la prima colazione. È interessante anche ricordare come una gran parte delle combinazioni analgesiche per il mal di testa contengano caffeina. In questo caso la caffeina esercita un effetto favorevole migliorando l’assorbimento del principio analgesico, dal momento che essa è in grado di aumentare la velocità dello svuotamento gastrico, abitualmente ridotta durante l’attacco.

Un rimedio che molte persone trovano efficace per combattere il mal di testa è una tazzina di caffè amaro con un cucchiaio di succo di limone.

L’utilità di questo semplice rimedio mi è stata raccontata da diversi  pazienti.

Nella dietetica cinese gli alimenti si distinguono per la loro natura (calda, tiepida, neutra, fresca, fredda) e per il loro sapore (acido, amaro, dolce, piccante, salato)

I chicchi di caffè hanno sapore amaro e la natura fredda viene trasformata in calda con la torrefazione; il limone ha natura fresca e sapore acido.

Secondo la medicina cinese il caffè risolve la stasi di Qi del Fegato, che è considerata una delle principali cause di mal di testa. Liberando l’energia che ristagna nel fegato provoca un forte effetto energizzante fisico e mentale.

Inoltre agisce sulla Vescica Biliare (colecisti) facilitando il flusso della bile; in questo modo protegge dalla formazione di calcoli e combatte la stitichezza.

Il sapore amaro si correla in medicina cinese all’effetto disintossicante del caffè che stimola la produzione di bile ed è diuretico (eliminazione di sostanze tossiche attraverso la via biliare e renale).

Oltre al sapore amaro c’è nel caffè un sottofondo dolce, evidenziato dalla facilità con cui piccole quantità di zucchero lo rendono dolce, cosa impossibile con altre erbe amare. La natura dolce ha un effetto tonificante sulla digestione e assimilazione dei cibi (tonico della Milza in medicina cinese).

Questi sono gli effetti benefici del caffè secondo la medicina cinese quando il consumo è moderato, compreso tra 1 e 3 tazzine al giorno.

Per accelerare lo smaltimento della sbornia un buon consiglio è la spremuta di agrumi, ricca di vitamina C che, come il miele possiede spiccate proprietà anti sbornia per il suo alto contenuto di fruttosio. Non solo vitamina C ma anche vitamina B che, assunta tramite integratori diminuisce la durata dei postumi, come anche la banana mangiata al mattino appena svegli.
Se, invece, avete bisogno delle maniere forti uno dei rimedi post sbornia più efficaci è quello di mescolare caffè nero amaro e succo di limone senza zuccherare.

Se ce la fai bevi del caffè con del succo di limone, ma occhio, il rischio di vomitare l'anima c'è ed è alto, ma funziona abbastanza!



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lunedì 11 aprile 2016

IL CAFFE' GINSENG



Il caffè al ginseng è una bevanda di origine asiatica.

In oriente si è diffusa molti anni fa come preparato solubile confezionato in monodose denominate sachet, in particolar modo nella dorsale asiatica individuabile in Thailandia, Malesia, Singapore. Il mercato di riferimento locale è la distribuzione organizzata per un consumo prettamente domestico.

La bevanda si presenta nell'aspetto simile al caffelatte, avendo come ingredienti caratterizzanti la crema di latte (di solito di origine vegetale), lo zucchero, il caffè istantaneo e l'estratto secco di ginseng.

Nei primi anni duemila il caffè al ginseng ha iniziato a diffondersi in Italia, primo paese occidentale a farne uso in misura significativa. Le poche aziende operanti nel settore importavano i primi caffè al ginseng esclusivamente dai tre stati asiatici citati e solo con il passare degli anni anche delle aziende italiane hanno iniziato a produrlo, senza affermarsi nel settore. L'importazione del caffè al ginseng è soggetta ai controlli del Ministero della Salute: i prodotti devono essere analizzati e certificati.

In Italia la sua diffusione nei bar è avvenuta soprattutto con l'ausilio di macchine automatiche per l'erogazione di prodotti solubili, che venivano utilizzate per offrire principalmente il caffè d'orzo, altro prodotto molto consumato, ma si trova anche nei negozi, supermercati per esempio, in confezioni adatte al consumo casalingo, simili alle bustine da tè.

La concorrenza della vendita del prodotto ha portato ad una modifica rispetto all'originale asiatico, che utilizza l'estratto secco di Ginseng.

Una variante del caffè al ginseng è la Tongkat Ali, che prevede l'aggiunta dell'estratto questa pianta, nativa della Malesia e dell'Indonesia.

Grazie al suo contenuto in metilxantine (caffeina), il caffè nero è considerata una bevanda piuttosto energizzante e stimolante. Da qualche anno però, al fine di enfatizzarne la capacità tonica, è stata ideata la miscelazione del caffè nero con il ginseng; il risultato è una bevanda chiamata Caffè al Ginseng.
Non si tratta certo del primo accostamento tra la radice ad un altro alimento; infatti, oltre alle innumerevoli formule della medicina tradizionale cinese (infusi, decotti ecc.), da qualche tempo sono state immesse sul mercato le "birre al ginseng" ed il "tè al ginseng".
Il caffè al ginseng viene prodotto infondendo i chicchi o la polvere di caffè con la radice della Panax quinquefolius (ginseng americano).
Si ipotizza che, bevendo con regolarità il caffè al ginseng, si possano raggiungere diversi benefici di tipo salutistico; tra questi: l'ottimizzazione della pressione sanguigna, una maggiore concentrazione, il miglioramento della prestazione fisica, l'incremento della libido, la promozione del sistema immunitario ecc.
A livello ristorativo, oggi il caffè al ginseng gode della stessa disponibilità di qualunque altra tipologia di caffè. Anche per quel che concerne l'approvvigionamento, questo alimento è ampiamente reperibile sia al dettaglio (formato singolo per il consumatore), sia all'ingrosso (formato grande destinato alla ristorazione).
Il caffè al ginseng è considerato una bevanda "borderline", ovvero difficilmente classificabile sia tra gli alimenti, sia tra gli integratori alimentari; di quest'ultimo gruppo, fanno parte anche quelli aromatizzati come, ad esempio, il caffè allo zenzero.
Sebbene la maggior parte dei prodotti occidentali contenga la Specie americana di ginseng (Panax quinquefolius), altri sono ricavati a partire dalla pianta coreana o cinese (ginseng asiatico o Panax ginseng).
In virtù dei benefici salutistici che se ne possono ricavare e della spiccata funzione tonica, il ginseng asiatico è utilizzato dai popoli orientali già da molti secoli.
Si ritiene che i prodotti al ginseng vantino un certo potenziale afrodisiaco, ma tale aspetto non è stato dimostrato scientificamente.
In occidente, l'uso più comune del caffè al ginseng è finalizzato alla stimolazione delle funzioni mentali. Infatti, le persone che bevono il caffè al ginseng avvertono una maggior lucidità, reattività e vigilanza rispetto alla bevanda tradizionale; qualcuno dichiara anche un effetto positivo sulla fissazione della memoria.
Il caffè al ginseng dovrebbe favorire anche la circolazione sanguigna, grazie all'effetto vasodilatatore di certe molecole in esso contenute; se così fosse, tale caratteristica potrebbe risultare benefica alle persone che soffrono di ipertensione arteriosa.
E' stata anche avanzata l'ipotesi che i derivati del ginseng modulino positivamente la glicemia, tendendo ad abbassarla qualora fosse elevata; anche in tal caso, i risultati dei vari studi accademici non sono in comune accordo.



Alcuni promotori del caffè al ginseng sostengono che la bevanda possa aiutare a migliorare il sistema immunitario; in tal caso, pare che la ricerca scientifica ne abbia confermato l'efficacia.
C'è chi sostiene che la bevanda possa anche favorire la prevenzione verso alcuni tipi di tumori, ma non esistono dati significativi che avvallino questa teoria. I venditori in particolare, sostengono che, a differenza di altri tipi di caffè, quello al ginseng non induca la ben nota sensazione di nervosismo quale effetto collaterale della caffeina. Probabilmente, si tratta di una reazione soggettiva.

Il caffè al ginseng può essere consumato come qualunque altro tipo di caffè; ad esempio: caldo, freddo, macchiato con latte o con crema di latte, zuccherato, dolcificato in maniera alternativa, come ingrediente del caffè-latte o del cappuccino ecc.
L'infusione è pressoché identica e la maggior parte delle macchine per il caffè sono in grado di produrre anche quello al ginseng.
Il Ginseng dona all'organismo non solo un potere energizzante, ma addirittura terapeutico. Innanzitutto sarete molto più svegli al mattino, poi c'è un netto miglioramento della digestione e si elimineranno tutti quei fastidi che provengono invece dall'abuso di caffè normale come il nervosimo, la tachicardia e la depressione. E' sempre più facile nella società d'oggi essere completamente avvolti dal nervosismo, ecco che una bella tazza di caffè Ginseng potrà stabilizzare non poco il vostro sistema nervoso, con effetto calmante e rilassante e un'armonia maggiore per tutto il vostro organismo.


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lunedì 23 novembre 2015

IL CAPPUCCINO



Il cappuccino è una bevanda di origine italiana composta da caffè espresso e latte montato a schiuma.

In Italia, il Paese dove è più diffuso, viene consumato tradizionalmente nel corso della mattina, a colazione o dopo, mai durante i pasti.

Il nome si riferiva alla somiglianza con l'abito marrone dei cappuccini. Pare che l'idea del cappuccino venne da una preparazione viennese detta "Kapuziner", a base di caffè, panna montata e spezie, attestata dalla fine del XVIII secolo, poi adattata nei territori di Trieste e negli altri possedimenti italiani austroungarici. La diffusione del cappuccino italiano risale comunque agli anni trenta del Novecento.

Le macchine espresso necessarie per ottenere il caratteristico effetto del cappuccino si diffusero soltanto a partire dai primi anni del XX secolo, con il primo brevetto rilasciato a Luigi Bezzera nel 1901.

Solitamente viene bevuto zuccherato, spesso accompagnato da cornetti (croissant) o altri prodotti da forno o di pasticceria. Il cappuccino di solito è composto da circa 125 ml di latte e 25 ml di caffè. La schiuma (o, meglio, crema) dev'essere di bell'aspetto e in quantità abbondante. Talvolta, per completare, si aggiunge una spolverata di cacao o di cannella in polvere.

Esistono molte varianti nel mondo. In Italia le principali varianti sono cappuccino scuro e cappuccino chiaro. Ultimamente ad accrescere l'estetica del cappuccino ci sono le moderne tecniche dell'art coffee o latte art, con le quali è possibile decorarlo tramite disegni fatti con il bricchetto del latte o strumenti manuali.

Il segreto di un cappuccino preparato a regola d’arte sta in un espresso eccellente, cui si aggiunge una crema impeccabile. Per ottenere una montatura di latte perfetta, è necessario soddisfare alcuni criteri, iniziando da un po’ di esercizio e, soprattutto, da molta pazienza.
La scelta del latte rappresenta il requisito fondamentale di una schiuma perfetta. Sono due gli aspetti decisivi: gusto e attitudine alla cremosità. Maggiore è il contenuto di grassi, più intenso sarà il gusto. Inoltre, il latte deve possedere un’eccellente attitudine alla cremosità, data dalle proteine, che se scaldate coagulano e si addensano, aumentando così il loro legame con l’acqua. Quindi: più elevato è il contenuto di proteine, migliore sarà la schiuma. Il latte a lunga conservazione possiede la stessa attitudine alla cremosità del latte fresco, tuttavia perde gusto per via dell’elevata temperatura cui è sottoposto. Pertanto, è preferibile orientarsi sul latte fresco intero con il 3,5% di grassi.
Il buon funzionamento della lancia del vapore è un’altra condizione essenziale per la preparazione di una buona crema di latte. Vi contribuiscono la resa della pressione del vapore, l’intensità dello stesso, l’omogeneità del vapore in uscita e l’angolo di spruzzo del vapore. La grandezza del bricco e la resa del vapore devono essere assolutamente compatibili e la forza del vapore deve essere tale da creare una sorta di vortice in tutto il latte contenuto nel bricco. Per sbizzarrirsi con la LatteArt, è necessario che il bricco sia dotato di un beccuccio di uscita sul bordo; un bricco provvisto di bordo ampio rende quasi impossibile la realizzazione di diversi motivi artistici con la crema.



Il latte dovrebbe essere utilizzato alla temperatura del frigorifero. Si inizia con lo spruzzare l’acqua di condensa con un getto di vapore dalla lancia. Nella prima fase di creazione della schiuma di latte, l’aria è soffiata nel latte freddo attraverso il beccuccio della lancia di vapore. La lancia del vapore è immersa qualche millimetro nel latte e poi aperta completamente: in questo modo, il volume del latte aumenta, mentre inizia a formarsi la prima schiuma, non ancora completa. Il beccuccio della lancia di vapore non deve essere troppo immerso nel latte, ma nemmeno troppo poco. Ogni volta che esso viene immerso nel bricco, la schiuma aumenta, mentre la temperatura del latte corrisponde a circa 35°C.
Nella seconda fase, il bricco viene ruotato, mantenendo amalgamata la schiuma con il latte, che deve potersi infiltrare completamente. L’angolo di uscita del vapore deve oscillare tra i 45° e i 60°, per mantenere tutto il latte in movimento mentre monta la schiuma. In questo momento, la corretta temperatura del latte si aggira sui 62°C. Conclusa la procedura di creazione della schiuma, il latte residuo depositatosi nella leva del vapore si elimina con un piccolo getto e la lancia del vapore deve essere pulita con un panno utilizzato solo per questo scopo.
Versare in modo corretto il latte conclude e corona l’abilità di LatteArt. Si dispone lentamente il bricco all’altezza del bordo della tazzina e si inclina delicatamente, in modo che una prima quantità di latte si adagi sotto la crema dell’espresso. Questa prima porzione di schiuma dipende dal motivo artistico che si desidera creare, la quantità che si versa successivamente necessita molta calma. Se la schiuma di latte non è molto compatta, la crema del caffè emerge molto bene. Se si scuote il bricco con movimenti orizzontali leggeri e rapidi, si realizza ad esempio il motivo della foglia e, con una scossa finale verticale, si crea lo stelo. Con un po’ di esercizio e d’abitudine, si arriva a padroneggiare quest’arte e a versare la schiuma rapidamente e con destrezza.


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domenica 5 aprile 2015

Aggiungere Burro al Caffè fa dimagrire ?


Aggiungere burro al caffè
fa dimagrire ?

Si chiama «bulletproof coffee»: il suo creatore, l'imprenditore americano D. A., ha avuto l'idea durante una visita in Tibet. Secondo A., l'aggiunta di burro all'interno della bevanda fornisce un rilascio più graduale di energia e sopprime lo stimolo della fame per un lasso di tempo più prolungato
«You're the cream in my coffee», letteralmente «sei la crema nel mio caffè», è il titolo di una vecchia canzone portata alla ribalta dal grande Nat King Cole. Una ballata romantica, in cui chi canta racconta alla amata di quanto abbia bisogno di lei: come i lacci di una scarpa, come il sale sullo stufato. E poco importa se i puristi del caffè storceranno il naso, poiché ritengono che, per assaporarne ogni sfaccettatura, il modo migliore di bere la bevanda più amata dagli italiani sia senza zucchero né altra sostanza che possa dolcificarne il classico sapore amaro. Anche perché, dopo aver sentito la trovata dell'imprenditore  A., probabilmente il disgusto 
risulterà ancora più marcato.




Sì, perché il businessman americano ha partorito un'idea che, a suo dire, sta trovando milioni di proseliti: quella di mettere il burro nel caffè. Secondo un'intervista rilasciata a Fox News, infatti, aggiungere questo latticino nella bevanda con cui si fa colazione aiuta a fornire energia lungo tutto l'arco della giornata, garantendo altresì sensazione di sazietà: dunque, per quanto paradossale possa sembrare, soprattutto agli occhi di chi non si concede più di un dolcificante per non ingrassare, questa pratica sarebbe perfetta per perdere peso. E non perché induca il vomito: almeno, non secondo il suo creatore.

L'idea per questa nuova bevanda è giunta a  A. addirittura durante una visita in Tibet, dove ci si aspetterebbe per la verità di raggiungere altri tipi di illuminazione, meno legati a marketing e business: l'imprenditore americano ha notato come, in quella regione, siano soliti assumere una bevanda a base di burro e tè. Il «bulletproof coffee», letteralmente «caffè a prova di proiettile», vanta al suo interno un tipo di burro non salato, privo di molti composti infiammatori tipici del burro tradizionale, ed un caffè prodotto da chicchi con bassa tossicità. Inoltre, contiene una miscela di olio di cocco e olio di palma, più digeribili rispetto ad altri tipi di olio, che fornirebbe all'organismo un corretto apporto di acidi grassi salutari. Al contrario del caffè tradizionale, sempre secondo il suo creatore, la durata dei classici effetti stimolanti e di soppressione dell'appetito 
del «bulletproof coffee» risulta notevolmente maggiore.

Prima di arrabbiarci perché il nostro bar di fiducia non fornisce zollette di burro, vale la pena ascoltare anche l'opinione dei nutrizionisti, che inutile a dirsi hanno recepito la novità con un certo scetticismo. Nonostante A.  ritenga che i seguaci del «bulletproof coffee» siano oramai circa tre milioni, stipati soprattutto tra America e Regno Unito, i dubbi riguardo la sua reale efficacia si sprecano. Infatti, sebbene non sia supportata da alcuna evidenza scientifica, teoricamente l'aggiunta di burro può causare un rallentamento della digestione e, di conseguenza, un assorbimento della caffeina all'interno del flusso sanguigno maggiormente graduale. Tuttavia, risulta quanto meno incredibile pensare di perdere peso aggiungendo alla propria bevanda 200 calorie, ovvero sia il corrispettivo in termini energetici dei due cucchiaini di burro consigliati: senza considerare l'incremento del rischio di malattie cardiovascolari, infarto del miocardio ed ictus che l'aggiunta di un alimento ad alto contenuto di grassi saturi alla propria alimentazione quotidiana provocherebbe.

forse aiuta a lavorare di piu' e 
 MANGIARE DI MENO

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lunedì 17 settembre 2012

POPOGUSTO: per una nuova abitudine alimentare


POPOGUSTO l’iniziativa di Radio Popolare per una nuova abitudine alimentare



Radio Popolare mette in scena un mercato a base di cibi a filiera corta, conserve di frutta e di ortaggi autoctoni, salumi, pane, dolci, olio, vini e molto altro ancora. Saranno presenti i produttori dell’ associazione “I sovversivi del gusto” e del Confederazione Italiana Agricoltori (CIA). Dai piccoli produttori con il pallino della qualità ai consumatori con il pallino del gusto, del prezzo e che non comprano se prima non assaggiano.

A partire dal mese di settembre POPOGUSTO si ripresenta ai milanesi.
Il secondo e il quarto sabato di ogni mese dalle 10 alle 18 all' Auditorium della Società Umanitaria con ingresso da via San Barnaba 48 .
oltre 30 piccoli produttori vi faranno degustare i loro formaggi, salumi, paste, frutta, verdure, birre,
vini, mieli,caffè, olii, cioccolate, carni, conserve e molto altro ancora.

 APPUNTAMENTI CON POPOGUSTO E’
TUTTI I SABATI DI SETTEMBRE 2012
dalle 10 alle 18  

presso :

Auditorium della Società Umanitaria
ingresso :
via San Barnaba 48
Milano


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