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venerdì 22 gennaio 2016

LA RICOTTA



La ricotta, pur essendo un prodotto caseario, non si può definire formaggio ma va classificata semplicemente come latticino: non viene ottenuta infatti attraverso la coagulazione della caseina, ma dalle proteine del siero di latte, cioè della parte liquida che si separa dalla cagliata durante la caseificazione.

Il processo di coagulazione delle sieroproteine avviene con il riscaldamento del siero alla temperatura di 80-90 °C. Le proteine interessate sono in particolare albumina e globulina. La tecnologia più antica consisteva solamente nel riscaldare il siero aspettando l'affioramento della ricotta in superficie. Nei secoli si sono via via sviluppate tecnologie che, sfruttando la reazione di saturazione salina, ottenevano un migliore recupero ed una più alta qualità. Tali tecnologie sono quelle riconducibili all'impiego di acque sorgive e/o marine ieri, ed oggi sali per ricotta. Spesso vengono anche aggiunte soluzioni acide (di acido citrico, lattico, sale amaro o inglese per catalizzare la coagulazione).

Il metodo tradizionale siciliano, ancora praticato in alcune piccole aziende agricole dove il formaggio viene preparato ogni giorno con latte crudo e senza fermenti, utilizza la scotta inacidita del giorno prima come catalizzatore: il liquido che rimane dopo la produzione della ricotta viene messo da parte, lasciato inacidire durante la notte e il giorno dopo una piccola quantità di questo liquido viene aggiunta al siero riscaldato per produrre la ricotta.

La massa coagulata viene poi posta in recipienti perforati (anticamente si usavano cestini di vimini o di canne) per far scolare il liquido in eccesso. La ricotta ha un sapore dolce, dovuto al lattosio presente nel siero in misura variabile dal 2 al 4 per cento, in funzione del latte utilizzato. Il contenuto in grasso varia dall'8% (ricotta vaccina) al 24% (ricotta ovina).

Esistono ricotte da latte vaccino, ovino, dal gusto più intenso, caprino o di bufala, così come ce ne sono di miste. Da un punto di vista strettamente nutrizionale viene annoverata tra i prodotti magri (130-240 kcal/100 g, eccetto che non venga addizionata con latte o panna).

Ricca di proteine nobili, fornisce un residuo di lavorazione detto scotta, che veniva spesso utilizzato dai pastori per l'alimentazione dei cani. Esiste anche la ricotta salata o ricotta secca che è ricotta addizionata di sale per la conservazione e fatta essiccare.

Viene prodotta in tutta Italia e quella ovina in particolare in Sardegna, Sicilia, Basilicata, Abruzzo, Puglia, Campania e Calabria e, se salata o infornata è usata grattugiata sulla pasta asciutta, nelle ricette siciliane come la pasta alla Norma. La ricetta abruzzese tradizionale degli anellini alla pecorara, prevedeva l'utilizzo di ricotta essiccata. Infatti era una ricetta che i pastori preparano durante la transumanza quando cioè non era possibile reperire prodotti freschi. Nelle valli valdesi, in provincia di Torino viene prodotto un particolare tipo di ricotta stagionata nel fieno che si chiama saras del fen. Si produce anche la ricotta affumicata: nell'alto Veneto ed in particolare nella provincia di Belluno, ma anche in altre zone del nord est Italia.

La ricotta è anche l'elemento base di molte ricette regionali: tortelli maremmani, schianta pugliese, 'mbignulata calabrese, pastiera napoletana, ricottelle sarde, cannoli, rollò, cassata siciliana (rigorosamente ricotta di pecora), tortelloni di magro.



Gli ingredienti per produrre la ricotta sono il siero ed il sale ma poiché il siero si ottiene da una precedente lavorazione per la produzione di formaggi o mozzarelle nel seguito si descrive il processo completo che non può prescindere dalla produzione di un formaggio i cui ingredienti base sono latte e caglio.

Cosa serve:
un termometro per latte;
latte intero fresco;
caglio (facilmente reperibile in farmacia)
sale
pentolone
fuscelle
Il siero residuo della lavorazione del formaggio viene riscaldato a 80-90 °C, temperatura che varia in funzione del fatto che si aggiunga o meno latte e/o panna. Il siero viene poi acidificato per ottenere l'affioramento della ricotta. Spesso, soprattutto con siero di latte di pecora, non è necessario acidificare.

È prodotta in tutte le regioni italiane: fra le maggiormente commercializzate vi è quella di produzione laziale conosciuta come ricotta romana d.o.p. caratterizzata da una pasta compatta e asciutta. Altri regioni con una produzione importante sono l'Abruzzo, la Basilicata, la Sicilia, la Sardegna, la Campania, la Puglia, la Calabria il Friuli-Venezia Giulia, la Lombardia ed il Piemonte. In molte delle regioni citate esistono ulteriori lavorazioni della ricotta, come quella stagionata, infornata, affumicata o salata.

Fuori dall'Italia si produce ricotta nei paesi mediterranei europei: Francia (sérac, brocciu corso), Grecia (myzíthra, anthótyros), Spagna (requesón) e Malta (rikotta). Nelle regioni alpine di lingua tedesca viene prodotta con il nome di Ziger. In Romania la ricotta è conosciuta da tempi immemorabili con il nome di urda ed è considerata come un prodotto tradizionale rumeno.

In generale, a dispetto delle umili origini, la ricotta di vacca è forse oggi il più nobile tra tutti i latticini; la qualità proteica è infatti nettamente superiore rispetto a quella dei formaggi (ricchi di caseine anziché di sieroproteine), mentre il contenuto lipidico è notevolmente inferiore. La ricotta di vacca è quindi un prodotto relativamente povero di calorie, facilmente digeribile e apportatore di proteine ad altissimo valore biologicio, calcio ed altri preziosi minerali.
Per queste sue caratteristiche, la ricotta vaccina è un alimento contestualizzabile in molti regimi alimentari; fa eccezione quello per i soggetti intolleranti al lattosio dato che - a differenza dei formaggi stagionati - la ricotta ha una percentuale di lattosio elevata, pari a circa il 3,5% (più alta nelle ricotte ottenute aggiungendo latte e panna).

La ricotta è un prodotto fresco e deve essere consumato nel giro di brevissimo tempo, non solo perché, rispetto ad altri prodotti caseari, è più sottoposta all’attacco di microrganismi, ma anche perché ha la tendenza a diventare acida nel giro di breve tempo perdendo il suo caratteristico sapore.

Il processo di deperimento della ricotta è tanto più rapido quanto più essa contiene acqua; una ricotta dura e piuttosto asciutta ha tempi di conservazione più lunghi rispetto a quelli di una ricotta molto cremosa e acquosa.

In linea generale, le ricotte ottenute industrialmente hanno tempi di conservazione maggiori di quelli delle ricotte artigianali, ma rimane comunque valido il consiglio di un consumo in tempi piuttosto rapidi.

Il potere saziante di una ricotta a basso tenore lipidico è considerevole, mentre quello di una ricotta maggiormente grassa è scarso.

Al momento dell’acquisto bisogna distinguere fra ricotte industriali e ricotte artigianali; nel primo caso basta verificare quanto riportato nell’etichetta nutrizionale e regolarsi di conseguenza; nel secondo caso è consigliabile puntare su una ricotta di solo siero, ovvero una ricotta non addizionata di panna o latte (queste ultime sono facilmente distinguibili all’assaggio).




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lunedì 18 gennaio 2016

CANNOLI SICILIANI



In origine venivano preparati in occasione del carnevale; col passare del tempo la preparazione ha perso il suo carattere di occasionalità ed ha conosciuto una notevolissima diffusione sul territorio nazionale, divenendo in breve un rinomato esempio dell'arte pasticcera italiana nel mondo.

Il riferimento del nome è legato alle canne di fiume cui veniva arrotolata fino a pochi decenni fa la cialda durante la sua preparazione; quel che è certo è che il dolce fu inventato secondo una ipotesi in tempi remoti per festeggiare il carnevale. La prima descrizione risale al duca Alberto Denti di Pirajno che nel suo libro "Siciliani a tavola" scrive: "Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus". Secondo Pirajno la definizione è attribuibile a Cicerone (questore di Lilybeo, l'odierna Marsala, fra il 76 e il 75 a.C.). Nel Dizionario di Michele del Bono: Dizionario Siciliano-Italiano-Latino, Palermo 1751 si legge testualmente: «Cannola: capelli arricciati. ricci. cincinni», si nota chiaramente come il lemma in siciliano corrisponde alla definizione in lingua italiana e quindi in lingua latina.

Inoltre Pino Correnti, nel suo Libro d’oro della cucina e dei vini della Sicilia riportando la frase latina sopracitata dal De Bono, suggerirebbe solamente il fatto che la definizione è stata diffusa per secoli in una descrizione del cannolo in lingua latina. Egli sostiene, inoltre, che il cannolo sarebbe stato inventato dalle abili mani delle suore di clausura di un convento nei pressi di Caltanissetta, partendo da un'antica ricetta romana poi elaborata dagli arabi. Secondo una diffusa tradizione esso deve il proprio nome ad uno scherzo carnevalesco che consisteva nel far fuoriuscire dal cannolo la crema di ricotta al posto dell’acqua, cannolo è un termine dilettale che indica una sorta di rubinetto. Il dolce sebbene sia nato a Caltanissetta, deve comunque gran parte della sua notorietà e diffusione planetaria ai pasticceri di Palermo, che hanno contribuito a stabilizzarne la ricetta, così come la conosciamo oggi, unitamente ai pasticceri di Messina, che ne hanno anche inventato la variante con crema scura di ricotta e cioccolato.

Si narra che furono per prime le donne dell'Harem del Castello delle donne del signore dell'allora Qalc'at al-Nissa (Caltanissetta) le inventrici della ricetta. In questo luogo, secondo la tradizione tramandata fino a noi, gli emiri saraceni tenevano i propri harem e fu qui che le donne dell'harem lo crearono per prime, forse come omaggio vagamente fallico ai propri uomini. Queste donne pare si fossero ispirate ad un dolce di origine romana, di cui già parlava Cicerone, che lo descrive come consistente in un tubo farinaceo ripieno di un dolcissimo cibo a base di latte.

Le donne di questo harem, durante le lunghe assenze dei propri consorti, per ingannare l’attesa, si dedicavano alla preparazione di cibi e dolci elaborati; queste, sempre secondo la tradizione tramandata, avrebbero dunque modificato un dolce arabo già esistente, fatto di ricotta, mandorle e miele, rielaborandolo con le ricetta romana citata da Cicerone e dando così vita ad una specialità che sarebbe poi divenuta universalmente nota. Successivamente con la fine del dominio arabo in Sicilia gli harem scomparvero e non è da escludere che qualcuna delle favorite, convertita alla fede cristiana, si sia ritirata nei monasteri, portando con sé le ricette che avevano elaborato per le corti degli emiri. Quindi secondo la tradizione fu proprio quella del cannolo siciliano una delle ricette tramandate dalle donne musulmane alle consorelle cristiane, che lo iniziarono a produrre inizialmente durante il periodo carnevalesco, per poi diventare di uso e produzione durante tutto l'anno.




I cannoli siciliani sono tra i dolci più amati ed apprezzati in tutto il mondo e contribuiscono in buona parte al buon nome di cui gode la tradizione siciliana culinaria a livello planetario. Questo dolci davvero squisiti, costituiti da una cialda croccante e friabile ed un ripieno a base di ricotta, cioccolato e canditi.

Per preparare 12 cannoli dovrete procurarvi 125 gr di farina, 15 gr di zucchero a velo, 25 gr di strutto, un cucchiaio di cacao, una presa di sale, mezzo cucchiaino di cannella, mezzo cucchiaino di caffè solubile, 15 ml di aceto e 15 ml di marsala, poi per il ripieno 325 gr di ricotta di pecora, 150 gr di zucchero, 30 gr di gocce di cioccolato o canditi e per guarnire ciliegie candite e zucchero a velo.

Cominciate quindi a preparare le cialde, versando in una ciotola tutte le polveri setacciate, poi unite lo strutto, l’uovo e l’aceto mischiato con il marsala ed impastate con cura. Quando l’ impasto risulterà compatto avvolgetelo nella pellicola trasparente e riponete in frigo per un’ ora e nel frattempo preparate il ripieno mescolando in un recipiente la ricotta ben scolata con lo zucchero e il cioccolato (o i canditi) e ponete in frigo per un’ ora. Riprendete l’ impasto e tirate sfoglie molto sottili con il matterello, poi con un tagliapasta tondo ricavate 12 cerchi che arrotolerete sugli appositi cilindri per cannoli “incollando” le estremità con un po’ di albume e friggete nello strutto fuso o nell’ olio di semi bollente, poi quando le cialde saranno pronte lasciatele sgocciolare su qualche strappo di carta assorbente. Quando le cialde saranno completamente fredde, farcitele con la crema di ricotta che avevate in frigo e guarnite le estremità con mezza ciliegia candita e spolverizzate il cannolo con lo zucchero a velo prima di servire.

Nella Sicilia orientale e in particolare nel ragusano, per tradizione, è usata la ricotta vaccina (spesso di mucca Modicana), dal sapore più delicato rispetto alla classica ricotta di pecora. I cannoli vanno riempiti al momento di mangiarli; questo perché, con il passar del tempo, l'umidità della ricotta viene assorbita dalla cialda facendole perdere la sua croccantezza. Per evitare questo inconveniente, alcuni pasticcieri rivestono la superficie interna del cannolo con cioccolato fuso: in questo modo, l'involucro non si impregna rimanendo croccante per più tempo.




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venerdì 15 gennaio 2016

LA CASSATA SICILIANA



Le radici della cassata risalgono alla dominazione araba in Sicilia (IX-XI secolo). Gli arabi avevano introdotto a Palermo la canna da zucchero, il limone, il cedro, l'arancia amara, il mandarino, la mandorla. Insieme alla ricotta di pecora, che si produceva in Sicilia da tempi preistorici, erano così riuniti tutti gli ingredienti base della cassata, che all'inizio non era che un involucro di pasta frolla farcito di ricotta zuccherata e poi infornato.

Nel periodo normanno, a Palermo presso il convento della Martorana, fu creata la pasta reale o Martorana, un impasto di farina di mandorle e zucchero, che, colorato di verde con estratti di erbe, sostituì la pasta frolla come involucro. Si passò così dalla cassata al forno a quella composta a freddo.
Gli spagnoli introdussero in Sicilia il cioccolato. Durante il barocco si aggiungono infine i canditi.

L'introduzione della glassa di zucchero coperta di frutta candita che avvolge tutto il dolce come un vetro opaco potrebbe ricondurre il nome all'inglese glass, vetro da cui glassata - classata - cassata.

Inizialmente la cassata era un prodotto della grande tradizione dolciaria delle monache siciliane ed era riservata al periodo pasquale. Un documento ufficiale del primo sinodo dei vescovi siciliani a Mazara del Vallo nel 1575 afferma che la cassata è "irrinunciabile durante le festività". Un proverbio siciliano recita "Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua" ("Meschino chi non mangia cassata la mattina di Pasqua").

La decorazione caratteristica della cassata siciliana con la zuccata fu introdotta nel 1873 (in occasione di una manifestazione che si tenne a Vienna) dal pasticciere palermitano cav. Salvatore Gulì, il quale aveva un laboratorio nel centralissimo corso Vittorio Emanuele a Palermo.

Il suo nome deriva dall'arabo "Quas'at", che significa "ciotola rotonda" per alcuni autori , "torta di cacio" per altri.




È una produzione tipica siciliana, come tale è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf), su proposta della Regione Siciliana.

Nonostante l'apparente semplicità della ricetta, esistono innumerevoli varianti locali spiccano per la tipicità della ricetta la variante palermitana, la variante trapanese, la nissena e la catanese. Infatti soprattutto l'aspetto esteriore può variare da una scarna decorazione di glassa e un po' di scorza d'arancia candita fino a una opulenta costruzione baroccheggiante con perline colorate e una mezza dozzina di frutti canditi diversi. Sempre secondo le varianti locali, ci possono essere ingredienti aggiuntivi, come pistacchio, pinoli, cioccolato, cannella, maraschino o acqua di zagara.

C'è anche una versione monoporzione, la cassatina.

Nel palermitano è ancora molto usata la prima versione di questa torta di ricotta, denominata Cassata a forno, priva di canditi e di pasta reale. È un involucro di pasta frolla che contiene all'interno la crema di ricotta di pecora zuccherata e gocce di cioccolato fondente. Cotta in forno a 200 gradi per mezz'ora e poi cosparsa di zucchero a velo.

In una ciotola unire le uova allo zucchero, alla vanillina, alla scorza di un limone grattugiata e a un pizzico di sale e sbattere a bagnomaria per 15-20 minuti fino a ottenere un impasto molto chiaro e spumoso. Aggiungere poco alla volta la farina setacciata amalgamando dal basso verso l’alto per non smontare l’impasto. Versare l’impasto in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno a 180°C per 30 minuti circa. Dopodiché aprire parzialmente lo sportello del forno e tirare fuori il pan di Spagna solo quando si sarà raffreddato quasi del tutto. A quel punto spostarlo su una griglia per farlo asciugare per bene.

Versare la farina di mandorle in un tegame insieme allo zucchero. Aggiungere l’acqua poco alla volta e lavorare il tutto fino a ottenere un impasto morbido. Cuocere poi a fuoco basso per 15 minuti, continuando a mescolare bene il composto. Lasciare raffreddare e stendere con un mattarello la pasta reale fino a ottenere una sfoglia spessa 5 mm circa da tagliare poi in trapezi alti quanto il bordo della tortiera su cui andrà composta la cassata siciliana.

Mettere la ricotta di pecora a sgocciolare in un colino e riporla in frigorifero, quindi setacciarla, mescolarla per bene in una terrina insieme allo zucchero e la vaniglia e aggiungere le gocce di cioccolato.

Tagliare il pan di Spagna in tre dischi. Rivestire con il primo disco il fondo della tortiera tonda e svasata su cui andrà composta la cassata siciliana. La parte chiara del disco di pan di Spagna deve guardare verso l’esterno. Ricavare dei trapezi dal secondo disco e, alternandoli a incastro con i trapezi di pasta reale, rivestire con essi il bordo della tortiera, sempre avendo cura che la parte chiara del pan di Spagna guardi verso l’esterno. Inzuppare il tutto con la bagna di zucchero sciolto in acqua e Marsala, versare e spalmare la crema di ricotta all’interno della tortiera e chiudere con il pan di Spagna rimasto.
Mettere la cassata siciliana in frigo per almeno un paio d’ore. Dopodiché capovolgere il dolce avvalendosi di un piatto da portata e spalmarne l’intera superficie con una glassa densa e bianca di zucchero. Lasciare solidificare la glassa e guarnire infine artisticamente la cassata siciliana con la frutta candita scelta.

La cassata siciliana è un dolce molto calorico a causa della ipercaloricità degli ingredienti (soprattutto della pasta di mandorle), e della densità del dolce (una piccola fetta pesa moltissimo). Il segreto della cassata sta nel dosare in modo sapiente gli ingredienti in modo tale da ottenere un dolce non stucchevole e con un gusto bilanciato.
Sì o No?
La cassata è una ricetta No per almeno 2 motivi: ha una quantità di calorie per 100 g superiore a 400 (un dolce Sì ne deve avere al massimo 250) ed è molto densa, cioè una piccola fetta supera facilmente i 100 g. Inoltre, per un soggetto che ha un gusto per il dolce tarato correttamente, in genere le cassate in commercio dovrebbero risultare troppo dolci e questo tutto sommato è un vantaggio, visto che di fronte a un alimento così calorico spesso l'unico modo per salvarsi è quello di considerarlo sgradevole.




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giovedì 6 dicembre 2012

Ciambella alla ricotta e gocce di cioccolato


Ciambella alla ricotta e gocce di cioccolato


INGREDIENTI: 250 gr. di ricotta 190 gr. di zucchero 200 gr. di farina 2 uova intere + 1 tuorlo 1 cucchiaino di vanillina 1 bustina di lievito per dolci 45 gr. di gocce di cioccolato 1 pizzico di sale Burro q.b.

Niente più tristi colazioni solo con lo yogurt e i biscotti: con la nostra ciambella alla ricotta e gocce di cioccolato, il risveglio avrà tutto un altro sapore!

Preparazione:
Setacciate la ricotta e iniziate a lavorarla in un recipiente dai bordi alti, aggiungendo poco alla volta lo zucchero. Unite anche la vanillina, il lievito e la farina setacciata. Rompete le uova e separate i tuorli dagli albumi: i primi incorporateli nella terrina e mescolate, in modo da amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Gli albumi montateli a neve con un pizzico di sale in un’altra ciotola e poi, con movimenti delicati, incorporateli ai tuorli. Unite infine le gocce di cioccolato e mescolate bene, sino a quando tutti gli ingredienti si saranno amalgamati.

Imburrate uno stampo per ciambella del diametro di 24-26 centimetri e versate all’interno il composto. Infornate in forno preriscaldato a 180°C per circa 45 minuti, sino a quando lo stecchino uscirà asciutto e pulito. Sfornate la ciambella e, quando si sarà raffreddata, servitela in tavola.



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venerdì 28 settembre 2012

RAVIOLI Ricotta e bietole

RAVIOLI 


 


 RAVIOLI Ricotta e bietole

INGREDIENTI PER 4 - 5 PERSONE
Ripieno dei ravioli
• 500gr di Ricotta

• 3 tuorli d’uovo
• 1 mazzo di bietole tenerissime(da utilizzare solo le foglie)
• 40 gr di farina
• noce moscata e sale qb

PREPARAZIONE: Lavare bene le bietole e cuocere le foglie,è importante che le foglie cotte siano fredde e ben strizzate. In una terrina mettere la ricotta aggiungere le bietole passate nel passaverdura e mescolare bene aggiungendo i rossi d’uovo,la farina,la noce moscata ed il sale,regolando il tutto se necessario in modo da ottenere un composto omogeneo e cremoso.
Ingredienti per la sfoglia
• 500gr di Farina (o Semola rimacinata)
• acqua e sale qb

PREPARAZIONE
Stesso procedimento dell’impasto per fare il pane. Stendere una sfoglia sottile (come per le tagliatelle) e creare i ravioli con lo stampino.
Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata per circa 8 minuti
Condire la pasta a piacere, Lucietta consiglia un sugo che lei definisce “semplice”, olio cipolla pomodoro sale e basilico. Infine condire con pecorino 


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giovedì 2 agosto 2012

POLPETTE DI RICOTTA E ZUCCHINE


 POLPETTE DI RICOTTA E ZUCCHINE

INGREDIENTI: 3 zucchine, 100 gr di ricotta fresca, 3 o 4 cucchiai di pecorino grattugiato, prezzemolo, pane raffermo, 2 cucchiai di pangrattato, 2 cucchiai di farina, 1 bicchiere scarso di latte, sale e pepe

PREPARAZIONE

Per cominciare, far ammorbidire il pane secco nel latte. Intanto, lessare le zucchine in acqua leggermente salata, scolarle e passarle al passaverdura. Una volta che il pane è morbido, strizzarlo bene, passarlo al passaverdura ed unirlo (in pari quantità) alle zucchine e alla ricotta. Aggiungere il pecorino, il prezzemolo e aggiustare di sale e pepe. Con le mani leggermente umide formare delle polpettine. Se l’impasto è troppo liquido, aggiungere pangrattato e pecorino fino ad ottenere la giusta consistenza. Unire 2 cucchiai di pangrattato a 2 cucchiai di farina e panarvi le polpette. Per cuocere le polpette in forno, disporle in una teglia leggermente unta ed infornare a 180° per 20 min., girandole una volta a metà cottura. Altrimenti friggerle in olio caldo finchè non diventano dorate


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martedì 17 luglio 2012

Cheesecake Ricotta e Cioccolato



Cheesecake Ricotta e Cioccolato

 Ingredienti:

Biscotti secchi al cioccolato 150 gr
Burro 100 gr
Zucchero 125 gr
Ricotta Fresca 500 gr
Vanillina 1 bustina
Gocce di Cioccolato 150 gr
Panna 100 ml
Uova 2
Cacao q.b.

Preparazione Cheesecake Ricotta e Cioccolato:

Cominciamo, vi mostreremo il procedimento spiegandolo a voi nel modo più semplice possibile quindi seguite bene i pochi passaggi che vi illustreremo di seguito e riuscirete senza problemi a preparare un cheesecake al cioccolato divino.

Cominciate col prendere uno stampo di forma rotonda preferibilmente
(calcolate che con gli ingredienti indicati otterrete 6-8 porzioni),
quindi foderatela con carta da forno preventivamente bagnata e strizzata.

Prendete ora i biscotti secchi al cioccolato e tritateli per bene, dovete ridurli quasi in polvere; mescolateli ora con il burro preventivamente fuso, cercate di ottenere un composto che sia omogeneo.

Ora con questo composto andate a creare lo stampo per il vostro cheesecake al cioccolato, quindi con il composto dovete creare la base con tanto di bordi, quindi versate nello stampo e disponete il composto fino a realizzare quanto detto, quindi mettete lo stampo in frigo.

A questo punto prendete la ricotta e mettetela in un recipiente capiente,
aggiungete quindi la panna, lo zucchero, le uova sbattute, la vanillina e mescolate bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungete infine 2/3 delle gocce di cioccolato.

Prendete ora la base di biscotto nel frigo e versate all'interno il composto, livellatelo bene ed andate ad infornare a 180° per 30 minuti circa.

Terminata la cottura fate raffreddare e mettete in frigo almeno per 2 ore.

A questo punto potete decorare la superficie del vostro cheesecake con del cacao in polvere e con le restanti gocce di cioccolato, quindi potete finalmente mangiarlo, il cheesecake ricotta e cioccolato è pronto.



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domenica 17 aprile 2011

CANNELLONI FARCITI DI CARCIOFI E RICOTTA



CANNELLONI FARCITI DI CARCIOFI E RICOTTA


Ingredienti:

* 250 gr. di pasta fresca per lasagne
* 200 gr. di ricotta
* 6 carciofi
* un limone
* 50 gr. di grana grattugiato
* 60 gr. di prosciutto cotto
* un uovo intero
* un tuorlo
* 400 gr. di besciamella pronta
* uno spicchio d'aglio
* 20 gr. di burro
* olio extravergine d'oliva
* sale
* pepe
* noce moscata


Preparazione:
Pulire i carciofi, eliminando le foglie esterne dure ed eliminando dal centro del cuore l'eventuale fieno. Man mano che sono pronti metterli in acqua acidulata con succo di limone perchè non anneriscano.

Quando saranno tutti pronti, sgocciolarli, tagliarli in spicchi e farli saltare in padella con poco olio ed uno spicchio d'aglio. Salare, pepare e dopo qualche minuto eliminare l'aglio, togliere dal fuoco, lasciar intiepidire e tritare grossolanamente i carciofi insieme al prosciutto cotto.
Versare il ricavato in una terrina, unire la ricotta, 3 cucchiai di formaggio grattugiato, l'uovo intero, il tuorlo, sale, pepe e noce moscata. Se l'impasto dovesse risultare troppo morbido unire un cucchiaio di pangrattato.

Lessare la pasta per un paio di minuti, disporla su un canovaccio pulito quindi tagliare ogni lasagna a metà e farcirla col ripieno preparato, quindi arrotolarle su se stesse formando i cannelloni.

Versare un velo di besciamella sul fondo di una pirofila e allinearvi i cannelloni, ricoprirli con la restante besciamella, spolverizzare col formaggio grattugiato e infine distribuire dei fiocchetti di burro sulla superficie e infornare per 15 minuti a 200° fino ad avere una bella crosta gratinata.

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