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domenica 7 agosto 2016

I SEMI DELL'ANGURIA



I semi dell'anguria sono molto ricchi di fibre e antiossidanti. Un etto di piccoli semi ne ha circa 35 grammi di proteine (più della stessa quantità di carne). Un apporto, quello proteico, che consente addirittura di ridurre l'impatto glicemico del frutto stesso e mangiarne così un po' di più anche a fine pasto.

I semini sono inoltre ricchi di grassi poli-insaturi, utili per tenere a bada il colesterolo, il rischio cardiovascolare e l'iperattivazione del sistema immunitario. Ciò significa che potrebbero tornare utili per coloro che soffrono di allergie, asma o di autoimmunità.

I semi di anguria sono pieni anche di vitamine del gruppo B, che fanno bene al fegato, e di zinco, magnesio, manganese, fosforo, potassio, rame.

Contenendo ferro, inoltre, questo è facilmente assorbito se i semini vengono mangiati insieme alla polpa che, avendo a sua volta una buona quota di vitamina C, consentirà una rapida assimilazione proprio del ferro (se assunto con l'acido ascorbico, infatti, il ferro si assorbe rapidamente).

Se proprio non riuscite nemmeno a deglutirli ma non volete fare a meno di godere di tutte le loro proprietà, potreste tenerli da parte e lasciarli seccare, per poi sgranocchiarli proprio come tutti gli altri semi oppure cercare un estratto di semi di anguria.



Diffusa tra le popolazioni asiatiche la tradizione di essiccare i semi di anguria e sbriciolarli per fare zuppe o infusi.

Alcuni ritengono anche che possano apportare benefici in caso di parassiti o vermi intestinali. Inoltre i semi masticati hanno effetto lassativo e una piccola quantità può apportare benefici all’apparato digerente. Bisogna tener presente però, che è bene non esagerare: sembra infatti che ingurgitare una grossa quantità di semi di anguria, soprattutto se masticati, possa causare appendicite, stipsi e diarrea mentre se lasciati interi transiteranno senza problemi nell’intestino (sempre a patto di non esagerare!).

L'estratto di semi d'anguria si è peraltro rivelato avere un'efficacia non troppo lontana dai classici farmaci antiulcera, in uno studio condotto su topini stressati.

Come se ciò non bastasse, le potenziali future anguriette (i semi) contengono una buona quantità di vitamine del gruppo B, che fanno bene al fegato, e un mucchio di altri minerali.

I semi sono pieni di zinco, magnesio, manganese, fosforo, potassio, rame. Praticamente si tratta di piccoli integratori nascosti, perfetti per sopportare il caldo ed evitare di ammalarsi con l'aria condizionata: oltre a lavorare sul sistema immunitario e sul potenziamento delle difese antiossidanti, alcuni dei minerali citati mantengono modulata la pressione arteriosa e reintegrano ciò che viene perso col sudore.

Il caso del ferro è interessante: l'anguria contiene una buona quota di vitamina C, così che qualora i semi vengano mangiati insieme alla polpa, il suo assorbimento sarà facilitato (il ferro si assorbe meglio quando è assunto insieme a dell'acido ascorbico).



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venerdì 5 febbraio 2016

L'ANGURIA



David Livingstone, un famoso esploratore dell'Africa, riportò che la pianta del cocomero cresceva abbondante nel deserto del Kalahari, dove sembra che esso abbia avuto origine. Lì il frutto cresce selvatico ed è conosciuto come Tsamma (Citrullus lanatus var citroides). La pianta è riconoscibile per le sue foglie particolari e per l'elevato numero di frutti che produce, fino a cento per ogni esemplare. Per questa ragione è una sorgente di acqua abituale per gli abitanti della zona, oltre a fungere da cibo sia per gli uomini sia per gli animali.

Non è dato sapere quando il cocomero sia stata coltivato per la prima volta ma il primo raccolto mai registrato è documentato in alcuni geroglifici nell'Antico Egitto e avvenne quasi 5000 anni fa. Il frutto veniva spesso deposto nelle tombe dei faraoni, come mezzo di sostentamento per l'aldilà. Nella mitologia egizia, il cocomero aveva origine dal seme del dio Seth.

Nel X secolo d.C., il cocomero era coltivato in Cina, attuale primo produttore mondiale. Nel XIII secolo il frutto venne introdotto in Europa dall'invasione dei Mori.

Presso i beciuani la pianta è conosciuta con il nome di lerotse ed è considerata sacra, con foglie purificanti. Come scrive James George Frazer ne Il ramo d'oro fra i beciuani è d'obbligo purificarsi prima di consumare i nuovi raccolti. La purificazione avviene all'inizio del nuovo anno, in gennaio, in un giorno stabilito dal capo tribù: tutti i maschi adulti tengono le foglie del lerotse in mano e le schiacciano, ottenendone un succo che applicano agli alluci e all'ombelico; poi ciascuno di essi si reca alla propria abitazione e spalma tutti i membri della propria famiglia con questo succo. Solo dopo che questa purificazione è stata completata, la gente è libera di mangiare i nuovi raccolti.

Il termine cocomero, seppur più simile al nome scientifico del frutto, è tipico delle regioni centrali e meridionali d'Italia, mentre nel Nord si preferisce chiamare il frutto “anguria”.
Il fatto strano, e nel contempo divertente, è che entrambi i termini - “cocomero” ed “anguria” - affondano le radici nell'antichità, ed ambedue si collegano al cetriolo: “cocomero” infatti, deriva dal latino cucumis, mentre “anguria” trae origine dal greco antico angurion, i cui significati riconducono, per l'appunto, a “cetriolo”.

Il cocomero è una pianta annuale, con fusto erbaceo rampicante, foglie grandi e pelose con tre lobi, fiori maschili e fiori femminili, frutto voluminoso rotondo oppure ovale, che raggiunge il peso di 20 kg.

Il frutto è una falsa bacca (peponide), assai massiccio; la buccia è liscia, dura e relativamente sottile, di colore verde con varie striature e chiazze più chiare, bianche o giallastre; l'interno è di colore rosso (o, meno frequentemente, giallo, arancio o bianco a seconda della varietà) e ricco di semi, che possono essere neri, bianchi o gialli. La polpa è costituita per oltre il 90% di acqua, ma contiene anche un discreto quantitativo di zuccheri, soprattutto fruttosio, e vitamine A, C (8,1 mg per 100 g di frutto), B e B6. I frutti sono disponibili esclusivamente nel periodo estivo, da maggio a settembre.

In Italia e Giappone sono stati prodotti cocomeri dalla forma cubica o piramidale; la forma inusuale viene ottenuta facendo crescere i frutti all'interno di recipienti di vetro in modo da fargli assumere la forma del contenitore.

Propagandata come il frutto della passione e paragonata persino al viagra, l'anguria dovrebbe essere apprezzata per ben altre proprietà, assai più accreditate e veritiere.

Come per il melone, l'anguria è protagonista dell'estate, frutto dissetante, rinfrescante ed ipocalorico, in grado di assicurare un prezioso, quanto più abbondante, apporto idrico.

L'anguria rientra nella categoria degli alimenti più dissetanti e rinfrescanti in assoluto: tant'è vero che è costituita da oltre il 93% di acqua, e fornisce pochissime calorie (solo 16 per 100 grammi di prodotto, ancor meno rispetto al melone). Nell'anguria si contano all'incirca 3,7 grammi di zuccheri per etto di frutto, 0,4 di proteine e 0,2 di fibre.
Per i motivi sopra elencati, l'anguria è un ottimo alleato nelle diete ipocaloriche; ad ogni modo, il consumo eccessivo è sconsigliato ai pazienti diabetici.
L'anguria è fonte di vitamine antiossidanti (A e C), vitamine del gruppo B (B6) e sali minerali, in particolare potassio, fosforo e magnesio (rispettivamente, 112, 11 e 10 mg/100g di prodotto).



Se dissetante è una proprietà, allora l'anguria è la capostipite tra i frutti, considerata la smisurata quantità d'acqua in essa presente.
Anche la proprietà depurativa si confà perfettamente all'anguria: tant'è che per alcuni popoli Africani, i beciuani, il frutto viene esaltato persino come sacro e purificatore.
L'attività depurativa dell'anguria è direttamente correlata a quella diuretica: stimolando la diuresi, nell'organismo viene infatti favorita l'eliminazione delle scorie in eccesso.
La modica quantità di sali minerali e vitamine presente nell'anguria rappresenta un utile rimedio naturale - seppur blando - contro stati di stanchezza, affaticamento fisico e stress, tipici dei mesi estivi. Essendo ricca di potassio, l'anguria è consigliata anche alle persone che lamentano disturbi estivi legati ad alterazione della pressione osmotica, ritenzione idrica, eccitabilità neuromuscolare e lievi alterazioni della ritmicità del cuore.
Per la presenza di vitamine, sostanze antiossidanti e carotenoidi, l'anguria rientra tra i frutti studiati dalla ricerca in questi ultimi anni come possibile - ma non ancora dimostrato - rimedio nella prevenzione di tumori.
L'anguria, da consumarsi preferibilmente lontano dai pasti perché tende a rallentarne la digestione, fornisce una certa sensazione di sazietà: a tal proposito, rappresenta un ottimo ausilio per tenere sottocontrollo la fame in quelle persone che, non riuscendo a controllarla, tendono a sovralimentarsi.
I semi di anguria vantano blande proprietà lassative.

Molti elogiano l'anguria come la panacea dei disturbi sessuali maschili, paragonandola al viagra o, addirittura celebrando questo frutto estivo come più potente del Cialis.
È stata dimostrata una parte di verità: l'anguria contiene la citrullina, un aminoacido “afrodisiaco” perché in grado di dilatare i vasi sanguigni, favorendo di conseguenza l'erezione.
Giunta nell'organismo, la citrullina si trasforma in arginina, in grado di stimolare sia il sistema immunitario che quello cardio-circolatorio: in quest'ultimo caso, tramite una vasodilatazione, si favorisce una maggior elasticità nella parete dei vasi sanguigni.
Il “problema” è che la citrullina non si trova nella polpa succosa e zuccherina dell'anguria, piuttosto nella parte bianca, comunemente messa da parte: crolla il mito dell'anguria come rimedio per la disfunzione erettile.
Ad ogni modo, la citrullina contenuta nell'anguria, potenziale sostituto naturale del Viagra del futuro, non genera gli stessi effetti collaterali scatenati dal farmaco.
Attualmente, i ricercatori si sono posti l'obiettivo di modificare geneticamente il frutto, fintantoché la citrullina possa raggiungere una concentrazione considerevole anche nella polpa dell'anguria.

Alcune delle preziose proprietà dell'anguria sono state confermate di recente da parte della scienza, che ha constatato la sua capacità di rappresentare un aiuto naturale contro le malattie cardiache e di ridurre i livelli del colesterolo cattivo. Il consumo di anguria può permettere inoltre di mantenere il peso sotto controllo.

Il consumo di anguria può inoltre contribuire a migliorare la qualità del sonno. Mangiare un paio di fettina di anguria dopo cena può stimolare nell'organismo la produzione di serotonina, per via del suo contenuto di carboidrati. Quando, nelle ore serali, i livelli di serotonina salgono, il cervello è meno sensibile ai segnali di disturbo, come i rumori, favorendo sonni tranquilli.

L'anguria è un frutto energetico. Una semplice porzione di anguria può aumentare i livelli di energia del 23%. Ciò accade per via del suo contenuto di vitamina B6, che il corpo utilizza per sintetizzare la dopamina, promotrice del benessere. L'anguria contiene inoltre magnesio, che viene utilizzato dal nostro corpo per rifornire di energia le cellule. La citrulina presente nell'anguria è un amminoacido che viene utilizzato dall'organismo per la produzione di arginina. L'arginina è ritenuta un vero e proprio viagra naturale, in grado di dilatare i vasi sanguigni e di migliorare l'afflusso di sangue verso gli organi genitali.

L'anguria è uno dei frutti più leggeri e meno calorici che abbiamo a disposizione durante l'estate. Ciò avviene grazie alla sua ricchezza d'acqua e alla completa assenza di grassi. Le calorie derivano dal contenuto di zuccheri naturali dell'anguria, ma sono comunque davvero poche. Anche chi è attento alla linea può mangiare l'anguria senza problemi e trarre dei benefici perché questo frutto ricco d'acqua stimola la diuresi e l'eliminazione delle tossine. 100 grammi di anguria contengono soltanto 30 calorie.

Come riconoscere un'anguria matura e saporita? Il picciolo dell'anguria non deve essere secco. Se dal punto in cui il picciolo si trova, o si trovava, fuoriesce del succo, significa che siamo in presenza di un frutto maturo e zuccherino. Un' ulteriore trucco consiste nel classico "suono di vuoto" che si ottiene bussando leggermente con un pugno sulla superficie del frutto. Anche la presenza di chiazze gialle o di striature sul frutto indica che l'anguria è ben matura.
Il frutto, se le sue dimensioni lo permettono, può essere conservato senza problemi per alcuni giorni in frigorifero, quando non è ancora stato aperto. Se l'anguria è invece già stata affettata, è bene evitare la pellicola trasparente. E' consigliabile piuttosto conservare l'anguria già tagliata a cubetti e privata della buccia in un contenitore per alimenti o in uno scolapasta appoggiato su di una ciotola (in cui si raccoglierà l'acqua che può colare dal frutto) da riporre in frigorifero. L'anguria tagliata deve comunque essere preparata al più presto.

L'anguria può essere consumata fresca, semplicemente tagliandola a fette, ma può essere anche suddivisa in cubetti ed impiegata per la preparazione delle macedonie di frutta. Esiste uno strumento apposito che permette di ottenere delle palline dalla polpa dell'anguria, che risultano molto decorative per le coppe di frutta o per i gelati. Con l'anguria si possono inoltre preparare frullati, sorbetti ed una specialità siciliana: il gelo di mellone.



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martedì 21 giugno 2011

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lunedì 16 maggio 2011

NO VIAGRA : cibo afrodisiaco



no viagra

meglio

fichi e rosmarino


Ecco sei modi naturali per aumentare il desiderio sessuale. A suggerirli sono gli esperti de "Le Cordon Bleu", una delle più importanti organizzazioni mondiali di cucina

Di Luigi Mondo ; Stefania Del Principe

Il calo del desiderio sessuale può colpire indistintamente uomini e donne anche se, a detta degli esperti, spesso sono le donne a esserne più soggette.
Non c'entra il famigerato "mal di testa", ma di frequente dietro al calo della libido ci possono essere problemi psicologici o forse, più banalmente, problemi legati magari al caldo eccessivo, come accaduto in questi giorni. O anche di semplice noia.
Basterà una bibita fresca a farci risvegliare i "sensi"? Be', sicuramente integrare i liquidi perduti è buona norma e consente una migliore trasmissione degli impulsi nervosi, ma anche il cibo può essere d'aiuto. E, a questo proposito, ci hanno pensato gli esperti del "Le Cordon Bleu" - una delle più importanti organizzazioni mondiali dedicata alla cucina, l'ospitalità e il turismo, che è stata fondata a Parigi nel 1895 - regalandoci una serie di consigli legati a quelli che sarebbero i 6 modi per aumentare il desiderio sessuale con il cibo.





I preziosi consigli sono offerti da Amy Reiley tramite Fox News. Amy è una dei due soli cittadini statunitensi che tengono un master di laurea in Gastronomia presso Le Cordon Bleu.
A detta della Reiley ci sono 6 afrodisiaci naturali che possono far bene il loro lavoro nello stimolare o nell'aumentare la libido.

Questi cibi sono:

1 - I fichi: ricchi di Sali minerali come manganese, magnesio, zinco e poi Vitamina E, che sono tutti elementi essenziali per la buona salute fisica e mentale e, ovviamente, per promuovere la salute sessuale.
2 - L'anguria (cocomero): che è considerata il viagra naturale dato che per mezzo della citrullina stimola l'organismo a rilasciare una sostanza detta arginina, la quale rilassa i vasi sanguigni con conseguente dilatazione…

3 - Lo champagne (ma anche lo spumante): è un altro alimento al top della classifica dei cibi afrodisiaci. A differenza del vino classico entra con più rapidità nel flusso sanguigno per cui si ottengono "risultati" più veloci, e soprattutto bevendone di meno. E poi, se prodotto con uve come Pinot nero e Pinot meunier si hanno anche più antiossidanti che non con il vino rosso.

4 - Rosmarino: la pianta aromatica ha proprietà digestive. Quindi se state preparando una cenetta pre-rapporto tenetene conto; un pasto leggero aiuta in certe situazioni…

5 - Peperoncino: stimola la circolazione periferica e provoca un piacevole formicolio sulla lingua. Colora le guance e le labbra invitando a baciarle… e poi "riscalda" gli animi.

6 - Formaggio: secondo Reiley rilascia dieci volte più endorfine che non il più  famoso cioccolato, e quindi mette in moto la libido.
Mangiare è sempre un'esperienza multi-sensoriale, precisa Reiley. Se dunque riusciamo a combinare efficacemente i cibi possiamo dar vita a un momento di grande coinvolgimento che rende l'atto stesso del nutrirsi positivo anche per nutrire l'attività sessuale. Buon appetito!


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