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domenica 6 marzo 2016

I RAGNI



Inizialmente mangiati per fame dai rifugiati durante il periodo dei Khmer rossi negli anni '70, ora sono considerati un popolare snack tra i cambogiani. 

I ragni fritti sono una specialità culinaria locale cambogiana. Nella cittadina cambogiana di Skoun, gli abitanti mangiano ragni fritti come spuntino quotidiano. I ragni fritti si possono trovare anche in altre zone del paese, come ad esempio nella capitale Phnom Penh, ma Skuon, una cittadina commerciale a 75 km di autostrada dalla capitale, è il luogo dove sono maggiormente popolari.

I ragni vengono allevati in buchi nel terreno in villaggi nella zona a nord di Skuon o sono catturati nelle foreste circostanti, quindi fritti nell'olio. Non è chiaro quando quest'usanza sia cominciata. Alcuni hanno suggerito che la popolazione possa aver iniziato a mangiare ragni per fame e disperazione durante i durissimi anni del dominio dei Khmer Rossi, quando la carestia era all'ordine del giorno, anche se risulta che il nome popolare di questi ragni abbia un significato simile a "ragno commestibile" almeno dall'inizio del ventesimo secolo.

I ragni utilizzati sono una specie di tarantola chiamata a-ping in khmer ed hanno circa la dimensione del palmo di una mano umana.  La popolarità del piatto è un fenomeno piuttosto recente ed è iniziata davvero verso gli anni novanta. I ragni vengono messi in una mistura di glutammato monosodico, zucchero e sale, nell'olio vengono fatti friggere spicchi di aglio schiacciati finché l'olio non ne assume l'aroma, quindi vi si gettano i ragni vivi e li si frigge insieme all'aglio finché «le zampe non sono quasi completamente irrigidite, mentre al contempo i contenuti dell'addome non stanno ancora colando all'esterno».



Il sapore è stato descritto come piuttosto delicato, simile a «una via di mezzo tra il pollo e il merluzzo», mentre si avverte il contrasto di consistenza tra l'esterno croccante e l'interno tenero. Le zampe contengono poca carne, mentre la testa e il corpo hanno al loro interno una carne bianca e delicata. Tuttavia molti non gradiscono l'addome in quanto contiene una sorta di impasto marrone composto dai vari organi dell'animale, le sue uova e i suoi escrementi e raccomandano di non mangiarlo; al contrario altri lo considerano una vera prelibatezza.

La vendita dei ragni rappresenta un'importante fonte di reddito per questa povera comunità agricola cambogiana, dove la maggior parte delle persone guadagna circa $ 1 al giorno ed ogni ragno costa circa 50 centesimi. Nonostante il loro costo sia elevato (rispetto al reddito), molti cambogiani non vogliono rinunciare assolutamente al loro piatto preferito.

Un cacciatore di ragni riferisce che nessuna pietanza ha un gusto buono come la carne di ragno. Essa è deliziosa, con un gusto simile a quello del pesce ma anche croccante come un granchio. Oltre ad essere mangiati i ragni vengono anche marinati nel vino di riso, che viene venduto come un salutare tonico. Un agricoltore riferisce che il vino di ragno fa bene alla salute: bevuto è buono e salutare per i muscoli e per il sangue.





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giovedì 12 novembre 2015

IL SALAME D'OCA



Nato nel Quattrocento, la sua popolarità è stata raggiunta solo all'inizio del XX secolo.
Il motivo della sua origine è da ricercare nel divieto ebraico di consumare carni suine, sebbene oggi nel suo impasto si preveda anche l'impiego di una parte di carni di maiale. Nella produzione del "Salame d'oca di Mortara" le materie prime sono costituite dalle parti magre dell'oca per il 30/35 %, dalle parti magre del suino, quali coppa del collo e/o spalla e/o altre parti magre per il 30/35 % e dalle parti grasse del suino, quali pancetta e/o guanciale, per il restante 30/35 %.

In Lomellina l’allevamento dell’oca ha tradizioni antichissime. In questa zona, da sempre, vi é abbondanza di acquitrini e ristagni d’acqua, nonché di vaste distese di terreno non coltivato; le oche, infatti, cibandosi di sterpaglie, foraggi verdi e granaglie, non hanno bisogno di essere allevate in modo intensivo, ma possono vivere allo stato brado. Proprio per questo la Lomellina si presta ad accogliere numerosi allevamenti di oche. In questa zona si é consolidata la tradizionale produzione del Salame d’oca di Mortara grazie alla capacità degli operatori locali che hanno messo a punto peculiari tecniche di preparazione e stagionatura del prodotto in questione.
Pertanto il fattore ambientale e le capacità tecniche degli operatori locali rimangono elementi fondamentali e insostituibili.

Le oche negli ultimi 3 mesi sono alimentate esclusivamente con foraggi verdi e granaglie. L'animale macellato deve avere un peso medio non inferiore a 4 chilogrammi mentre, la carne di suino proviene da animali nati, allevati e macellati nell'ambito dei territori delle regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Veneto, Umbria, ottenuta secondo le modalità previste dai disciplinari del Prosciutto di Parma DOP e/o San Daniele DOP.



La sua elaborazione è del tutto simile agli altri tipi di salame: trito di carni di oca e di maiale, impastate con sale, pepe ed aromi di varia natura. Il composto viene poi avvolto nella pelle di oca, cucito e legato, ben coperto da un panno. Dopo un'asciugatura di qualche giorno, viene poi cotto in acqua calda, non bollente, dopo averlo punzecchiato. Una volta pronto viene fatto raffreddare.
Il colore della fetta indica la natura delle carni: al bianco del grasso, fanno da contrasto il rosso scuro delle carni di oca e il rosato delle carni di maiale. Il consumo avviene da freddo, oppure caldo, con purea di patate o verdure.





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domenica 11 ottobre 2015

GLI SCARAFAGGI




Gli insetti salveranno l'umanità dalla fame! Sono le conclusioni dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, la FAO, basate sui risultati di una sua ricerca. Gli esperti ritengono che gli insetti siano il cibo del futuro. Il problema della carenza di cibo preoccupa la comunità internazionale non da poco tempo.

Molte proteste e scandali circondarono a suo tempo il dibattito sull’introduzione nell’agricoltura degli organismi geneticamente modificati, i cosiddetti OGM, immuni da malattie e parassiti. Ora e’ stata introdotta una nuova tendenza: gli esperti della FAO hanno identificato gli insetti come una fonte essenziale e praticamente inutilizzata di proteine. Inoltre, secondo il parere di esperti stranieri, l'allevamento di insetti in futuro potrebbe diventare uno dei settori dell’agricoltura. Nonostante la natura fantastica di tali conclusioni, questa quadro potrebbe tramutarsi presto in realtà, afferma il direttore dell'Istituto di Nutrizione dell’Accademia Russa delle Scienze, l’accademico Viktor Tutelyan:
Dobbiamo sempre essere alla ricerca di nuove tecnologie e di nuove fonti nutrizionali. E’ un problema non solo appartenente ai Paesi in via di sviluppo, ma a tutta l'umanità. Una delle possibilità per risolvere questo problema e’ l'impiego degli insetti nella dieta umana. Hanno le stesse proteine e gli stessi amminoacidi, grassi e carboidrati. Per noi e’ importante assumere la giusta quantità richiesta dall’organismo. Per l’uomo è indifferente la fonte da cui assumere questi elementi. Fino ad una trentina di anni fa non ci cibavamo di frutti di mare, ma ora li mangiamo volentieri.



L'idea di mangiare insetti non è nuova, gli scarafaggi e le cavallette si trovano principalmente nei piatti del sud-est asiatico. Tuttavia Viktor Tutelyan non esclude la possibilità che gli insetti, dopo essere opportunamente lavorati e presentati sotto un altro aspetto, possano entrare nella dieta degli abitanti di altre regioni del mondo:
Perché gli insetti sono un importante fonte nutrizionale? Si moltiplicano rapidamente, la moderna tecnologia permette di trasformarli in masse insapori contenenti proteine e carboidrati. Possono essere utilizzati come condimento in alcuni piatti, aggiungendo degli aromi, come facciamo ora con i piatti a base di carne e di pesce.
Nel frattempo alcuni esperti ritengono che impegnarsi nell’allevamento di massa di alcuni tipi di insetti, per dire la verita’, valga la pena anche per altri diversi motivi. In particolare le api comuni necessitano di nuovi allevamenti, nota il biologo Alexey Shipilov:
Esiste una teoria in base a cui se le api scomparissero dalla faccia della Terra, l'umanità vivrebbe letteralmente tre o quattro anni. Avremo cattivi raccolti in tutto il mondo. Ora la popolazione delle api è in forte calo, molto probabilmente a causa dei disturbi elettromagnetici delle apparecchiature elettroniche. In fondo trovano la strada per l'alveare grazie ai poli magnetici della Terra, altrimenti muoiono.
Molti insetti sono ricchi di proteine e di grassi utili e possiedono riserve di calcio, ferro e zinco, sostengono gli esperti della FAO. Hanno calcolato che la carne bovina in media contiene circa 6 milligrammi di ferro per 100 g di prodotto secco, mentre le locuste contengono dagli 8 ai 20 milligrammi di ferro a seconda della specie. Tale rapporto indubbiamente non e’ favorevole ai prodotti abituali di carne dell’uomo. Si può solo sperare che le polpette di cavallette e gli gnocchi di scarafaggio non li escludano dal mercato.

L’uomo è riuscito a soggiogare la natura tanto che, nei luoghi dove vive, essa deve rispettare alcune regole. Gli insetti, animali molto antichi, riescono impunemente a conquistare uno spazio nel nostro territorio. Forse è anche per questo l’origine della nostra repulsione nei loro confronti.





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martedì 22 settembre 2015

Noi Mangiamo il POLLO ma Lui Cosa Mangia?



Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, sono oramai solo di un paio di razze ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate nei segreti laboratori di genetica applicata, selezionate esclusivamente per l'ingrassaggio. Il risultato di queste selezioni è una vera macchina biologica ad elevatissimo "indice di conversione": un broiler mangia un chilo e mezzo di mangime e ne "produce" uno di carne.
Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha neanche il tempo per diventare pazzo).
Questi polli denominati "galletti" quando arrivano a "maturazione" pesano vivi in media sui 2,3 chili e preparati a busto circa 1,2.
Per avere queste rese così elevate e cicli biologici così accelerati servono allevamenti e mangimi adatti.

Si chiama allevamento industriale  integrato, le cui principali fasi sono: produzione della gallina ovaiola, incubatoi delle uova, produzione dei pulcini,, macelli, industria di lavorazione, logistica e commercializzazione.
 
L’allevamento viene svolto in grandi capannoni dove possono stare decine di migliaia di volatili: con una densità di 10-15 per metro quadro, cioè sino a 30 chili di “carne” a mq. (I regolamenti dell’Unione Europea per gli allevamenti biologici stabiliscono invece  in tre polli per metro quadrato la densità massima ammissibile).
Beccano tutto ciò che ha colore paglierino, giorno e notte, grazie all’illuminazione artificiale.
Le temperature sono sempre elevate (anche a causa della luce e delle deiezioni, che vengono raccolte con una ruspa per la produzione della pollina, sottoprodotto usato come concime agricolo o combustibile (e fino a 10 anni fa come mangime per bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche sono terribili. Gli animali vivono dal primo all’ultimo giorno della loro breve vita calpestando e dormendo sulle loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo all’ultimo giorno di vita con gli antibiotici contenuti nei mangimi.
Ma per i virus – come si sa – non ci sono farmaci. Da qui l’uso di vaccini che, come è noto, creano anticorpi che contrastano le  manifestazioni patologiche del virus, ma impediscono l’eradicazione dello stesso, consentendo che animali solo apparentemente sani siano commercializzati, con il rischio che il virus si trasferisca dall’animale all’uomo.
A questo si aggiunge il rumore spaventoso provocato dal pigolare di 50.000 – 100.000 animali spaventati, tenuti in quelle condizioni. L’organismo del pollo, che è pur sempre un animale diurno, viene messo a dura prova: l’apparato digerente stressato, la sua capacità di resistenza agli agenti patogeni fortemente indebolita.
Nel territorio dove sono inseriti, senza un minimo di criterio di biosicurezza, questi allevamenti sono delle vere e proprie bombe batteriologiche, pericolose e costose per tutta la collettività. Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus trasmissibili agli uomini come salmonelle e influenze; costose, come per il caso dell’ultima peste aviaria,  costata alla sola regione veneta 110 miliardi di lire, e ben 500 allo stato.



In regime naturale, i  polli dovrebbero mangiare solo mais, soia e fibre, trasformando proteine vegetali in proteine nobili. Il tipo broiler, che rappresenta il 99% dei 520 milioni di polli e dei 22 milioni di tacchini che mangiamo ogni anno, mangia invece esclusivamente mangimi industriali, prodotti in larga misura da due o tre aziende.
Le formule di questi mangimi sono top secret; possono in questo modo metterci dentro di tutto e di più. Il mais e la soia, che sono i componenti principali (fino al 60/70%), sono in grandissima parte di importazione e di produzione transgenica, perché costano meno.
Contrariamente alle normative per i bovini, i mangimi per pollame e tacchini possono contenere farine di carne e di pesce, pannelli di olio esausto, grassi di origine animale. La vicenda di due anni fa dei polli belgi alla diossina è dovuta a un “eccesso” di PCB  ma, se si rientra nei limiti tollerati, è legale dare da mangiare ai polli anche oli esausti di motori.
Ma i risultati migliori si ottengono con le proteine animali derivate dalle interiora, dalle teste, dalle zampe e dalle piume ottenute dai loro simili morti in precedenza, oltre alle proteine animali acquistate dove costano meno (farine di sangue e di pesce).
Di queste proteine, ai polli ed ai tacchini ne vengono somministrate una quantità fino al 30% nel tacchino, un po’ meno per il pollo.

Si ottengono dei pulcinotti venduti come galletti o tacchini, con una carne senza gusto né qualità organolettiche, e di dubbia salubrità.
I polli così allevati, se li cucini due minuti di più letteralmente si sbriciolano, e se li lasci raffreddare rilasciano il classico odore di pesce con cui sono stati parzialmente allevati. Oggi la carne di pollo non viene offerta da nessun ristorante degno di questo nome. Viene data solo nelle mense delle fabbriche, delle scuole o per le tavole delle famiglie sotto i mille euro al mese.
Per i tacchini è ancora peggio: la carne è letteralmente immangiabile.
I nostri 7000 veterinari pubblici, come da precise istruzioni, guardano, registrano, e alla fine non possono fare altro."

Entro il 2018 il mercato dei mangimi per pollame genererà ricavi per 252 miliardi di dollari e il mercato dei soli additivi dovrebbe arrivare a 7,8 miliardi di dollari, con un CAGR (Compounded Annual Growth Rate, ovvero tasso di crescita annuale composto) maggiorato rispettivamente del 6,1 e del 6%. Le stime arrivano dal report "Poultry Feed Market by Type (Layers, Broilers, And Turkeys), by Additives, (Antibiotics, Vitamins, Antioxidants, Amino Acids, Feed Enzymes, And Feed Acidifiers) & by Geography - Global Trends & Forecasts To 2018", realizzato da Markets&Markets, società internazionale di ricerche di mercato e di consulenza. Un mercato in fiorente crescita, si legge nel report, grazie all'aumento della richiesta, a livello mondiale, del consumo di proteine di origine animale.

Il report definisce e segmenta il mercato dei mangimi destinati ai polli (da carne e da uova) e ai tacchini ed effettua analisi e proiezioni sui valori e sui volumi di questo mercato, oltre a svolgere uno studio delle tendenze e delle opportunità e a mettere in evidenza i fattori trainanti e di freno per questo settore.

Per allevare il pollame in modo sano è necessario che il mangime che viene somministrato agli animali abbia le giuste quantità di proteine, carboidrati, vitamine e sali minerali. Molto importanti sono però anche gli additivi per mangimi: questi vengono infatti aggiunti alla formula per migliorare l'efficienza della crescita degli uccelli, la loro resistenza alle malattie e per migliorare l'assorbimento dei nutrienti contenuti nei mangimi stessi.

La Food & Drug Administration degli Stati Uniti ha ammesso che nelle fabbriche di allevamento, la carne di pollo venduta, contiene arsenico, una sostanza chimica tossica cancerogena che in alte dosi può essere fatale. Potrebbe sembrare incredibile ma non è una coincidenza. L’arsenico viene aggiunto al mangime dei polli a livello internazionale.
La ricerca sul FDA ha dimostrato che l’arsenico presente nel mangime dei polli finisce nella carne che infine viene  ingerita dagli umani.
Per la maggior parte degli ultimi 60 anni, i consumatori dagli Stati Uniti hanno consumato carne di pollo contaminata da arsenico.
Ma prima della pubblicazione dello studio della FDA, l’industria del pollame ha negato con veemenza che l’arsenico è stato aggiunto al cibo dei polli. Essi affermano che l’arsenico è solamente il prodotto della digestione dei polli stessi ed è rilasciato tranquillamente nelle feci.
Ma non c’è nessuna prova scientifica a base di questa affermazione, rendendo le loro richieste ancora peggiori. Questa storia si è divulgata sempre più rapidamente;  la Roxarsone, produttore di cibo per polli, rapidamente ha ritirato i suoi prodotti dagli scaffali dopo che è stato rilasciato questo studio.
La Roxarsone è subordinata alla Pzifer,chiamata Alpharma LLC.
Quindi la Pzifer, la grande casa farmaceutica, ha messo deliberatamente arsenico cancerogeno nel cibo per polli e quindi nei nostri corpi.








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sabato 1 marzo 2014

BLOG DI CIPIRI: Salmone di Allevamento Intesivo

Salmone di Allevamento Intesivo



Uno dei cibi che forse più di tutti rappresenta la globalizzazione alimentare che stiamo vivendo: il salmone di allevamento intesivo. Prima lusso natalizio, ora si trova in grandi quantità in ogni stagione: gli allevamenti intensivi si sono moltiplicati a dismisura, mentre gli stock di salmone selvatico sono ben lontani dal ripopolamento...
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